Peccato originale e preesistenza del male nel mondo

peccato originaleGentile teologo
C’è un aspetto della dottrina cristiana che mi mette in crisi e riguarda il tema della Caduta (e quindi della comparsa del male nel mondo). Dal punto di vista scientifico (mi riferisco all’evoluzione per selezione naturale) il male era già presente alla comparsa dell’uomo (intendo la nostra specie homo sapiens) essendosi formato, diciamo così, nei due milioni di anni di evoluzione degli ominidi. Leggendo Genesi 1 mi pare di intravvedere come il male, raffigurato dal serpente tentatore, fosse in effetti già presente alla comparsa dell’uomo, e che con la
disubbidienza a Dio si sia realizzato simbolicamente l’ingresso nel mondo del male consapevole. In tale ottica l’atto della mela potrebbe essere visto come il simbolo del passaggio dal mondo animale (caratterizzato da
istinti inconsapevoli) al mondo vero dell’uomo, caratterizzato da libertà e consapevolezza. Dopo aver mangiato la mela, “videro che erano nudi”, vale a dire Adamo ed Eva ebbero improvvisamente consapevolezza di sé; non
solo: Dio vide che erano diventati come Lui, vale a dire avevano acquisito il dono distintivo della libertà e della consapevolezza. Cosa ne pensa? Avrebbe senso questa interpretazione o dal punto di vista
cristiano non è proprio accettabile?

La risposta del teologo Pino Lorizio su Famiglia Cristiana del 26 giugno 2016:

Possiamo chiarire il problema se riflettiamo sul senso che attribuiamo alla parola che designa il negativo e le sue molteplici forme, senza la pretesa di riuscire a illuminare in maniera esauriente e definitiva. Il primo sneso su cui ci porta a riflettere la struttura stessa del cosmo è quello del limite creaturale, per cui piuttosto che di ‘male’ in senso proprio dobbiamo riferirci al fatto che l’universo e l’uomo non hanno in sé la perfezione assoluta, che appartiene solo a Dio, ma ne portano la traccia: vestigia, immagine e somiglianza. Questa limitatezz strutturale non è causata dalla scelta dell’uomo, ma è insita nella creazione stessa, nella quale l’infinito pone in essere il finito. Poi dobbiamo pensare il male, nella sua radice storica e antropologica, come ‘peccato’. Esso è generato dalla scelta dell’uomo, che noi riportiamo al peccato originale, che non è solo il primo peccato in senso cronologico, ma introduce nell’universo e nella storia qualcosa di nuovo in senso negativo, per cui ciascuno di noi nasce in un contesto abitato dal peccato e solo con la grazia possiamo vincerlo e così illuminare le tenebre del mondo.

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Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

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