Il Big Bang al Muse

Oltre il limiteOggi sappiamo con ragionevole certezza che l’Universo non esiste da sempre, come pensava Aristotele, ma ha avuto un inizio, quasi 14 miliardi di anni fa. Con gli strumenti della scienza possiamo indagare le epoche più remote e avvicinarci a capire l’origine, il “Big Bang”; il quale, però, costituisce forse un limite invalicabile per la nostra conoscenza, che ci lascia con molti dubbi: cosa c’era prima? come ha avuto inizio il tutto?

“Oltre il limite” è il titolo di una mostra assai bella e spettacolare aperta al Muse da poco, e che si propone di avvicinare i molti visitatori ai misteri dell’origine dell’universo, mostrando come la scienza affronti questo viaggio ai confini della conoscenza. Più ci avviciniamo al Big Bang, tuttavia, e più la nostra visione diventa nebulosa e sfuocata, e per capirci qualcosa dobbiamo appoggiarci a ipotesi e teorie. In questo viaggio ci accompagnano dunque molti scienziati, tra i quali Einstein, il padre della teoria della relatività; la quale è un modello potente ma insufficiente quando ci avviciniamo ai primissimi istanti di vita dell’Universo. Qui abbiamo bisogno di una teoria diversa, la cosmologia quantistica, che ci restituisce un quadro ben poco intuitivo, con il tempo che va in crisi di identità e si fonde con lo spazio fino a scomparire. Ma, sostiene il fisico Ferrando Ferroni – presente virtualmente alla mostra in uno schermo a grandezza naturale – “non sappiamo perché qualcosa è comparso al posto del nulla” e, continua, esercitarsi sulla domanda “cosa c’era prima” è “tempo perso”.

Certo, per molti le domande sull’origine e il senso della nostra esistenza possono apparire inutili, ma per tanti altri sono questioni difficili da scansare, e la necessità di perseverare nella ricerca di risposte è forte, a volte irrinunciabile. E per andare oltre questi limiti bisogna volgere l’attenzione verso qualcosa che sta fuori dal tempo, come ci dice la cosmologia quantistica e aveva già intuito Agostino di Ippona, e che forse ha causato il tutto. La scienza appare impotente davanti a tale obiettivo, a dimostrazione che essa non basta a risolvere molti dubbi che ci assillano; anche la scienza ha i suoi limiti, ed è bene esserne consapevoli.

(edit sul Corriere del Trentino)

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Info giovannistraffelini
Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

2 Responses to Il Big Bang al Muse

  1. Enrico Raffo says:

    Buonasera. Mi chiamo Enrico e vivo a Camogli. Mi è stato regalato il suo libro “Manifesto per scettici” che ho letto con interesse. Devo riconoscerle innanzitutto l’onestà intellettuale con cui è stato scritto e vorrei inserire la seguente considerazione. Da lungo tempo mi sono dedicato alla riflessione oggetto del suo scritto e sono giunto alla seguente considerazione. La scienza è tutto ciò che lei ha descritto, semplificando molto, la fede è un dono, chi l’ha avuto è felice di averla, chi non l’ha avuta vive nell’impossibilità di capire sia il come che il perché; questa è la vita.
    Enrico

    • Grazie Enrico per il suo commento che mi fa molto piacere.
      Aggiungo solo una massima assai nota: per vincere alla lotteria bisogna almeno comperare il biglietto.
      Io la interpreto così: è vero che la fede è un dono (l’ultimo chilometro..) ma per averlo – se si pensa che sia una buona cosa – è anche bene farsi avanti, andare alla sua ricerca.
      buone cose, Giovanni

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