Alluvioni e precauzioni

Alluvione di Trento del 1966.

Alluvione di Trento del 1966.

Le alluvioni che in questo periodo hanno colpito molte regioni italiane, come la Liguria e la Toscana, e stanno in parte interessando anche il Trentino, ripropongono numerose domande sul clima che cambia, e sull’atteggiamento da adottare di fronte agli eventi meteorologici severi che potrebbero capitare in futuro. I mutamenti climatici dovuti alle emissioni di gas serra riguardano fenomeni che avvengono su larga scala (i gas serra non conoscono confini, né regionali né nazionali) e tempi lunghissimi. E’ pertanto sostanzialmente impossibile incolpare il clima che cambia dei nubifragi che tormentano il nostro Paese, così come altre regioni nel mondo. Tuttavia, sia che le alluvioni siano dovute ai cambiamenti climatici o a imprevedibili combinazioni metereologiche, è sicuramente necessario prepararsi a contenere al meglio i possibili drammatici effetti. E’ sotto gli occhi di tutti ciò che è successo in Liguria, dove le inondazioni hanno fatto danni annunciati visto che si conoscevano bene le caratteristiche del territorio e i lavori necessari per metterlo in sicurezza. Mi pare che in Trentino l’attenzione verso le possibili criticità determinate dal maltempo sia elevata. Ma non va certo allentata. L’esondazione dell’Adige fa paura, e il pericolo, oggi, è senza dubbio maggiore che nel 1966, quando avvenne la tristemente famosa alluvione; ciò a causa del maggior carico idrico sul bacino dell’Adige per l’aumentata cementificazione del territorio. E mentre la galleria Adige-Garda ha messo in sicurezza Verona dalle tracimazioni dall’Adige, non esiste ancora un’opera idrica che possa controllare la portata del fiume a monte di Trento. Naturalmente ogni opera va considerata attentamente, e la decisione finale deve basarsi su solide valutazioni tecniche e politiche; ma più di quarant’anni di discussioni non hanno ancora portato a scelte risolutive e mi pare poco saggio continuare a sfidare la sorte. Se le misure di contenimento di emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici coinvolgono decisioni sovranazionali, e le amministrazioni locali – così come il singolo cittadino – possono esercitare un’influenza modesta sulle strategie da adottare per ridurre la frequenza di eventi meteorologici estremi, lo stesso non si può certo dire della realizzazione di opere d’ingegneria – rispettose dell’ambiente ed economicamente sostenibili – che riguardano la protezione del territorio; in tale caso ogni comunità ha il dovere di predisporre tali interventi, e dovrebbe agire senza eccessive esitazioni, anche perché la crescente urbanizzazione ha toccato luoghi sempre più vulnerabili, fino a ieri liberi da insediamenti abitativi. (dal Corriere del Trentino del 13 novembre 2014)

sicurezza TN Qui l’intervento sul tema di oggi – 3 dicembre – dell’ingegner Bertoldi della Protezione Civile della Provincia di Trento.Alluvione2

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Info giovannistraffelini
Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

One Response to Alluvioni e precauzioni

  1. guido says:

    Quali sono gli interventi in programma per proteggere Trento dall’alluvione dell’Adige?
    grazie Antonio

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