La scimmia nuda

Propongo una riflessione su evoluzionismo e dintorni, scritta nel lontano 2008, al tempo della mostra di successo – La scimmia nuda – organizzata dal Museo trentino di Scienze naturali (quando ancora non c’era il Muse…).

scimmiaE’ terminata in questi giorni la mostra sull’evoluzione della specie umana – “La scimmia nuda” – al Museo di Scienze Naturali di Trento. La mostra ha avuto un notevole successo, e anche le discussioni che ha suscitato – tra chi sostiene l’evoluzione darwiniana (la quasi totalità degli scienziati) e chi caldeggia invece l’ipotesi del “disegno intelligente” (correlato con la creazione divina), sono un risultato positivo dell’iniziativa, visto che hanno spinto molti a riflettere – magari per la prima volta – su questi temi.

E’ evidente che l’ipotesi del disegno intelligente è un atto di fede e non può essere considerata nell’indagine scientifica. Anche l’evoluzionismo, peraltro, è una teoria non esente da punti controversi, e quindi – come sempre succede in campo scientifico – sottoposta di continuo ad approfondimento e critica da parte degli scienziati. Con confronti anche accesi tra i darwinisti puri, che pensano all’evoluzione come un processo lento e continuo, ed i naturalisti, che la interpretano come un processo caratterizzato da lunghe stasi ed improvvisi salti. Sull’origine della vita, poi, le certezze sono ben poche e la comunità scientifica “sta tentando di capirci qualcosa”, come ammesso dagli stessi organizzatori della mostra.

Non può insomma sorprendere se il dibattito suscitato dalla mostra sia stato (e lo sarà ancora) assai vivace. I sostenitori del disegno intelligente, infatti, si sentono minacciati dalla teoria evoluzionista e colgono ogni suo anello debole per screditarla; gli scienziati, a loro volta, spesso reagiscono con eccessiva presunzione: in un recente libro di successo, un famoso darwinista ha usato gli argomenti dell’evoluzionismo per spiegare l’ “illusione di Dio”, non contribuendo sicuramente a rasserenare gli animi.

Ecco, l’unico appunto che può essere mosso agli organizzatori della mostra trentina riguarda la scelta del titolo – “La scimmia nuda” – che sposa un po’ troppo la visione “integralista” dell’evoluzionismo. Ma a prescindere da questo, rimane il fatto che la teoria evoluzionistica è l’unico strumento che – oggi – abbiamo a disposizione per capire in modo scientifico l’origine e lo sviluppo della vita sulla terra. La mostra di via Calepina ha avuto il merito di ricordarcelo.

(dal Corriere del Trentino)

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Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

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