Scettici sulle orme di Dio

di Alberto Piccioni – da l’Adige del 7 febbraio

Piccioni

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Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

3 Responses to Scettici sulle orme di Dio

  1. Giuliano says:

    Complimenti! E’ vero che siamo in un periodo in cui ci si vergogna quasi ad essere cristiani.
    Tante volte mi chiedo: cosa dovremo subire? Quali calamità dovranno capitarci per ritornare ad avere fede come quei cristiani che hanno costruito le cattedrali, i santuari, le chiesa stesse che frequentiamo settimanalmente?
    Perché francamente se dovessimo ricostruirle oggi quelle stesse opere non avremmo certo le risorse per farlo, eppure sono state costruite in periodi dove le popolazioni erano molto più povere di adesso.
    Grazie e saluti.

    • Paolo says:

      Come si può affermare che “quei cristiani” avessero più “fede” di quella che si ha oggi?? Seconda mia opinione “quei cristiani” interagivano con la realtà di allora costruendo cattedrali, santuari per convincersi di avere fede, di credere in un Dio che non si manifesta nella “realtà “. Si ponevano domande e cercavano delle risposte e avevano le nostre stesse paure . Oggi ne sappiamo molto di più sulla creazione dell’universo e ci ha portato a farci ancora più domande: esempio che cos’è reale?? e se tutto ciò che percepiamo ,che chiamiamo reale ,fosse una illusione ?? Più scaviamo nell’intimo della materia per trovare risposte e più se ne creano di nuove . Domande che non trovano risposte neanche nella religione, è per questo che si ha la percezione di un allontanamento dalla fede . Io penso invece che siamo vicini ad un nuovo Big Bang ad un grosso salto evolutivo dell’ uomo .

      Cordialmente

      Paolo

  2. Giuliano says:

    Caro Paolo il nuovo Big Bang potrebbe chiamarsi “ebola” e allora si che torneremo a Dio in ginocchio chiedendoGli pietà e magari costruendo in cambio chiese e cattedrali come quelle costruite in tempi in cui la peste ci flagellava.
    O chiamarsi fondamentalismo e vederci costretti a ripetere le crociate perché qualcuno fra un po’ ci costringerà a professare una religione diversa dalla nostra, che considera le donne un oggetto da acquistare, nel silenzio totale delle “nostre” femministe distratte ora dal proclamare il sacro diritto a cedere il proprio utero a terzi in cambio di trenta denari.

    Potrei continuare, ma so già che fra noi due si sta formando un solco che impedisce di riconoscere le ragioni dell’altro e qui sta la mia debolezza, la nostra torre di babele…

    Grazie e saluti.

    Giuliano

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