Ispettori ambientali

IspettoriDopo gli ammonimenti e i controlli con gli ispettori, nel Regno Unito sono venuti gli inviti istituzionali a denunciare i vicini che non fanno bene la raccolta differenziata dei rifiuti. E’ questo uno scenario che potremmo aspettarci anche in Trentino?

Il piano provinciale dei rifiuti prevede il raggiungimento di quote molto alte di raccolta differenziata. Ma le difficoltà sono numerose: per quanto riguarda la gestione della raccolta nelle città e nei territori molto decentrati, nonché – soprattutto – per garantire una raccolta di qualità. Al fine di permettere il riciclo dei materiali separati, infatti, le diverse frazioni (vetro, carta, plastica..) non devono essere contaminate con materiali diversi o con sporcizia: se la qualità è bassa, il materiale raccolto – con non pochi sforzi – non è più idoneo al riciclo ed è inviato alla discarica o all’inceneritore. E’ chiaro che elevati livelli di raccolta differenziata rendono difficile l’obiettivo qualità. A meno di accontentarsi di un risultato di facciata (vale a dire di non preoccuparsi dell’effettivo riciclo), sarà quindi inevitabile adottare metodi che spingono i cittadini ad impegnarsi in una raccolta corretta. Metodi che agiscono a monte, e quindi basati sull’informazione preventiva; e a valle, basati necessariamente sul controllo dei rifiuti conferiti.

Sul fronte controlli, già oggi esistono i cosiddetti “ispettori ambientali”, che hanno il compito di rovistare tra i rifiuti, e già oggi esistono i delatori nascosti, vale a dire chi controlla i vicini per denunciarli agli ispettori o ai vigili nel caso di conferimenti scorretti. Ma l’istituzionalizzazione della delazione “selvaggia”, come fatto in Regno Unito dove sono arruolati anche i ragazzini, non appare cosa saggia, visto che darebbe sicuramente il via a infinite litigiosità di cui non abbiamo bisogno. Serve quindi una forma di controllo sociale più avveduta e meno irritante.

L’atteggiamento diffuso col quale fare i conti è riassunto dalla seguente domanda: perché devo darmi troppo da fare a differenziare bene quando bastano pochi “furbi” a rovinare tutto? Gli psicologi sociali sostengono che per contrastare tale atteggiamento è innanzitutto necessario che ognuno percepisca chiaramente i vantaggi del proprio comportamento virtuoso. La tariffa dei rifiuti dovrebbe quindi tenere in debito conto la qualità generale della raccolta differenziata, così che se tutti differenziano bene, tutti pagano meno. Ma ciò non basta: devono anche essere ben chiare le conseguenze per chi, col proprio comportamento, danneggia gli altri. I bari devono sapere di poter essere individuati e multati, e di essere guardati con indignazione dal resto della collettività. Gli esperimenti sociali mostrano che, in queste situazioni, gli individui sono disposti a cooperare per il bene comune e che sul medio periodo il numero dei bari diminuisce.

Nei prossimi anni la cooperazione virtuosa tra tutti i cittadini sarà sempre più importante per ottenere una raccolta differenziata di qualità. C’è da augurarsi che in Trentino non si adottino forme di controllo poliziesco – come nel Regno Unito e in altri Stati – ma metodi di controllo mirati e condivisi; magari inizialmente un po’ fastidiosi. tuttavia studiati per dare risultati concreti e duraturi.

(dal Corriere del Trentino del 3 ottobre 2008)

Annunci

Info giovannistraffelini
Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...