La ricerca cenerentola

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Stent per impieghi biomedici; esempio di prodotto di ricerca avanzata.

Da anni ormai la crescita economica italiana è in una fase di preoccupante rallentamento, se non stagnazione, in gran parte imputabile alla ridotta importanza assegnata alla ricerca industriale. In Italia, infatti, si è sempre preferito mantenere una forte produzione di beni a basso contenuto tecnologico anziché investire con decisione nella ricerca ed entrare in settori innovativi, come fatto ad esempio in Germania e in Francia. Questo ci espone maggiormente alla concorrenza dei paesi emergenti ed ai pericoli dello spostamento di nostre imprese in aree con minor costo della manodopera. In Trentino la situazione non è migliore del resto d’Italia e le incertezze sul futuro di alcune aziende locali ne sono una testimonianza tangibile. Come potenziare quindi la ricerca e favorire l’innovazione industriale?

Di sicuro all’orizzonte non si scorgono ricette miracolose. Diversi studi, tuttavia, concordano sulla necessità di indirizzare l’intervento pubblico verso tre direttrici principali. La prima riguarda il miglioramento delle condizioni di contorno (infrastrutture, burocrazia, accesso al credito) che facilitano gli investimenti, anche dall’estero. La seconda riguarda il sostegno alla ricerca “radicale”; quella, per intenderci, di confine, portata avanti da piccole e giovani aziende in settori di punta. E’ una scommessa sul futuro: la speranza è che queste iniziative imprenditoriali diventino una realtà forte e trascinante per il territorio. La terza direttrice, infine, riguarda il supporto alla ricerca “incrementale”, quella delle grandi industrie, che per crescere e consolidare il proprio mercato devono ottimizzare le procedure produttive e migliorare costantemente la competitività dei loro prodotti.

Quest’ultima direttrice è quella più importante e forse quella più difficile da perseguire. Spesso, infatti, i finanziamenti pubblici alle imprese incidono poco sulla loro competitività, e si rivelano una “anticipazione” di investimenti che le imprese avrebbero comunque sostenuto. Occorre quindi calibrare al meglio tali interventi, focalizzandoli solo sulle azioni innovative e, in particolare, sulle ricerche orientate allo sviluppo di prodotti con caratteristiche non uguagliabili dalle industrie dei paesi emergenti.
La ricerca è la principale risorsa che abbiamo per potenziare il tessuto industriale di un territorio: è sicuramente saggio e previdente sostenerla con convinzione ed efficienza.

(tratto da un edit sul Corriere del Trentino del 6 ottobre 2007)

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Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

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