La diffidenza omeopatica

Tempo fa, un’ampia ricerca scientifica – riportata dalla rivista Lancet – ha documentato la sostanziale inutilità delle cure omeopatiche: secondo lo studio produrrebbero risultati clinici simili a quelli ottenibili con l’effetto placebo. L’argomento è controverso (l’ultimo “attacco” all’omeopatia è proprio di questi giorni) e le reazioni non si fanno mai attendere quando sono pubblicate ricerche di questo tipo. La vicenda è l’occasione per riflettere sulla scienza ed il metodo scientifico.

Per sua natura la scienza raramente dà riposte esatte ai problemi ma procede con continue verifiche, sperimentazioni, correzioni: lo scienziato è uno “scettico” di natura.  Questo è tanto più evidente quanto più complesso è il tema in esame. Se in matematica due più due fa “sicuramente” quattro, già in ingegneria dobbiamo usare molte approssimazioni per sopperire alle incertezze. In medicina – poi – la complessità è estrema e i dubbi molti. Tali difficoltà, tuttavia, non possono giustificare il rifiuto della scienza o l’abbandono del metodo scientifico – basato sull’uso rigoroso di protocolli controllati ed oggettivi – come troppo spesso capita di osservare. Ricordo solo alcuni esempi. Qualche anno fa il governo italiano aveva dovuto affrontare a furor di popolo il caso della cura Di Bella, ritenuta da molti efficace contro alcune forme di tumore, nonostante il mondo scientifico sapesse bene della sua inutilità. Era stato quindi realizzato un protocollo di prove che – come atteso – aveva dato esito negativo. Poi si è verificato il problema dell’aviaria. Nonostante gli esperti assicurassero che mangiare carne avicola cotta non comportasse alcun problema sanitario, la gente non si fidava: ancora l’anno scorso il 38% della popolazione italiana dichiarava di non mangiare carne di pollo per timore dell’aviaria. Anche i farmaci generici sono peridociamente sotto osservazione: nonostante le assicurazioni sulla loro uguaglianza a quelli di marca con medesimo principio attivo, sono praticamente evitati dagli italiani.

All’origine di queste diffidenze sta la scarsa fiducia nel metodo e nelle istituzioni scientifiche. Anche il dibattito sull’omeopatia va inquadrato in questo contesto. L’atteggiamento frequente è ben rappresentato dalla seguente affermazione: “Non ci sono prove scientifiche ma ci sono riscontri clinici ”. Vale a dire: sono più importanti le percezioni personali e le singole esperienze, dei risultati ottenuti con rigorose (e statistiche) indagini scientifiche. Certo, altre prove sono necessarie per avere delle risposte definitive su questo tema complesso, ma rinunciare al metodo scientifico per far largo alle percezioni personali ha delle conseguenze che non possono essere trascurate. Nel migliore dei casi significa coltivare delle illusioni; nel peggiore, significa affrontare elevati ed inutili esborsi finanziari o, addirittura, rinunciare a cure consolidate e realmente efficaci.

Piccolo sondaggio: chi ha esperienze personali da raccontare relativamente a cure omeopatiche?

(dal Corriere del Trentino del 18 dicembre 2007)

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Info giovannistraffelini
Docente Facoltà di Ingegneria Università di Trento. Editorialista del Corriere del Trentino.

16 Responses to La diffidenza omeopatica

  1. elisabetta curzel says:

    per quanto fiduciosa nel progresso della medicina e della scienza in genere – cioè per quanto certa che il futuro ci porterà cure strabilianti di cui oggi non riusciamo nemmeno a sognare – la mia esperienza con l’omeopatia mi porta a considerarla una gran fuffa, priva di fondamento scientifico e con una ragion d’essere, al momento, puramente commerciale.

  2. Fabiana says:

    Io ho provato l’omeopatia per curare la cistite, una malattia molto dolorosa come molte donne purtroppo ben sanno.
    Ho seguito per due mesi una dieta ferrea e ho preso una serie di medicine omeopatiche.
    Purtroppo il risultato non è stato positivo, gli attacchi di dolore non sono sono stati alleviati neanche un po’.
    In compenso ho speso un bel po’ di soldi per acquistare le medicine omeopatiche.

  3. jessica says:

    Per approfondimenti sul tema segnalo questa serie di interviste:
    http://www.trentoblog.it/?p=1317

    e quest’altra:
    http://www.trentoblog.it/?p=1338

  4. paolino says:

    Occhio al “metodo scientifico”, usato come una religione. Il metodo scientifico, fatto in modo accurato, misura con esattezza cio’ che cerca. Non puo’ misurare cio’ che non cerca, o cio’ che non si vuole cercare o non si vuole vedere. Per quanto riguarda la medicina, che nella pratica quotidiana appare assai piu’ arte che scienza, non manca l’abbondanza di effetti collaterali di medicine / vaccini / cure non “visti” da anni di costosi trial clinici e poi “scoperti” sul campo e sulla salute dei pazienti – ma non c’e’ peggio cieco di chi non vuol vedere, specie se si tratta di aziende che devono spingere i propri prodotti ed avere un ritorno sugli investimenti. Per non parlare di trattamenti inutili, soprattutto chirurgici, con effetti collaterali spesso assai peggiori del danno che si sarebbe supposto riparare (in una battuta, “l’operazione e’ andata bene, anche se il paziente e’ morto”). Osservazioni che, si noti, si applicano assolutamente anche ad omeopatia e medici omeopatici. Comunque, a Verona c’e’ una scuola di medicina omeopatica che fa ricerca, per vostra informazione – si potrebbe chiedere qualcosa a loro: http://www.omeopatia.org/

  5. Salve a tutti, faccio parte di una associazione senza fini di lucro che si occupa di fornire informazioni sull’omeopatia classica. Dal 2005, anno di fondazione dell’associazione, proponiamo cicli periodici di visite omeopatiche uniciste a Reggio Calabria (città ove non ci sono medici omeopati unicisti). LE persone che traggono giovamento da questi cicli di cura sono numerose e numerose sono le patolgie che vengono affrontate anche se parlare di patologia in omeopatia è fuori luogo visto che si cura il paziente nella sua interezza. Partecipando a tutti i cicli di visita devo dire che i miglioramenti nelle persone sono palesi e incontrovertibili da un punto di vista dei risultati. Certamente non tutti ottengono risultati alcune persone decidono di non fare la terapia dopo la visita, altre non hanno la costanza di continuare il percorso intrapeso o si fermano al primo ciclo trovando soluzione ai propri problemi fisici, certamente confrontarsi con se stessi non è facile e non tutti sono disposti a farlo.
    Personalmente mi sono avvicinato all’omeopatia con molto scetticismo, mi sono fatto la visita (30-45 minuti circa) e dicendomi va beh proviamo ho comperato i rimedi per il ciclo terapeutico (protocollo di 70 giorni). Devo dire di non soffrire per fortuna di nulla di grave, di godere di una buona salute, ma di avere nonostante ciò goduto di notevoli benefici a livello psichico e fisico dall’aver intrapeso il percorso di terapia omeopatica, ed è proprio su questa base personale che tento di coinvolgere più persone possibili a provare tale disciplina (certamente i costi sono elevati la terapia di 70 giorni costa circa 70 Euro e la visita medica tra i 100 e i 150 a seconda del medico pressoc ui ci si rivolge) ma se si permetterà che ognuno possa scegliere come curarsi, magari facendo entrare gli omeopati unicisti nel sistema nazionale sanitario i costi si abbattono, daltronde il mio medico della mutua io non lo vedo da quasi 5 anni non ho più bisogno di rivolgermi a chi per curarmi consulta un prontuario e non mi dedica più di 3 minuti…

  6. Grazie tante delle vostre osservazioni, presentate con molta cortesia.

    Sono d’accordo con Paolino: soprattutto in medicina è necessario avere una “mente aperta”, essere sempre pronti a mettere in discussione le proprie convinzioni quando nuove evidenze si fanno avanti.
    Ma il punto è proprio questo: sono necessarie le evidenze sperimentali da ottenere col buon vecchio “metodo scientifico”.
    All’inizio possono bastare le proprie percezioni; anzi le idee scientifiche più creative nascono proprio dalle intuizioni casuali che devono essere verificate; ma poi no, serve la rigosa conferma statistica.
    Altrimenti il rischio è che ogni cosa vada sempre bene; il che, di per sè, non ha nulla di male (se uno si sente bene assumendo gocce omeopatiche o con una bella passeggiata ai mercatini di Natale, ben per lui); basta che “ogni cosa” non debba essere sostenuta – in modo diretto o indiretto – con i soldi di tutti.

  7. marina says:

    Buongiorno io mi curo da 6 anni esclusivamente con medicinali omeopatici antroposofici e devo dire che sono molto soddisfatta. In effetti i medicinali omeopatici non sono da confrontare e paragonare con quelli della medicina ufficiale dato che ogni patologia va inserita nel contesto della persona, e vanno valutati e considerati anche altri parametri, di base appunto la persona nella sua interezza mente corpo anima.Il medicinale omeopatico non cura il sintomo, bensi aiuta il corpo ad autoguarirsi. Questa e’ la forza di questi preparati. E non si prendono i globuli con lo stesso spirito con cui si prende un aspirina. L’aspirina leva il dolore ma non la causa…l’omeopatia leva la causa. Un po’ diverso no?

  8. Lucia says:

    Marina, scusa la mia curiosità e indiscrezione, ma quali malattie ti sei curata con i farmaci omeopatici?
    Da alcune malattie, com’è noto, si guarisce anche senza medicine: l’organismo da solo riesce a guarire.
    Per altre malattie, magari più gravi, i farmaci tradizionali sono invece indispensabili.
    In alcuni casi sono utili anche le medicine a base di estratti naturali.

  9. marina says:

    Dunque, nel tumore al seno oltre alle medicine convenzionali ho fatto e tutt’ora lo faccio dopo 7 anni, intramuscolari di vischio, tutte le influenze, mal di gola, febbri le ho curate con la medicina antroposofica, anche diverse patologie alla bile e stomaco, inoltre ansia e depressione sono totalmente sotto controllo con i loro preparati.

  10. Michele says:

    Ehm, a dire il vero Hahnemann visse prima di Avogadro, se analizziamo il concetto base delle diluizioni successive vediamo che del principio attivo non resta nulla. Tanto per fare un esempio, se diluisco 30 volte, ogni volta nel rapporto 1:10, alla fine mi resta 1/10^30 della sostanza originale, ma in una mole ci sono solo 6×10^23 molecole. Cio’ vuol dire che se eseguiamo le trenta diluizioni decimali di 342 grammi di zucchero (1 mole di zucchero), alla fine avremo 6×10^23/10^30 = 6×10^(-7) molecole, cioe’ nemmeno una. Rimane solo acqua distillata (abbiamo meno di una probabilita’ su un milione di avere una molecola di zucchero), quindi solo l’effetto placebo, perche’ del principio attivo, qualunque esso sia, non e’ rimasta traccia (se sento un gusto dolce dell’acqua cosi’ zuccherata e’ una mia suggestione).

  11. Paolo says:

    ” Occhio al metodo scientifico…” La scienza non è verità assoluta

    “Non possiamo definire nulla con assoluta precisione. Se proviamo a farlo ci coglie quella paralisi del pensiero che è tipica dei filosofi… uno dice all’altro: “Non sai di cosa sto parlando” e l’altro risponde “Che cosa intendi per parlare? che cosa intendi per sapere? che cosa intendi per cosa?”.
    In generale, il procedimento per scoprire una nuova legge è questo:
    per prima cosa tiriamo a indovinare…
    poi calcoliamo le conseguenze della nostra intuizione per vedere quali circostanze si verificherebbero se la legge che abbiamo immaginato fosse giusta;
    infine confrontiamo i risultati dei nostri calcoli con la Natura – con gli esperimenti, con l’esperienza, con i dati dell’osservazione – per vedere se funziona.
    Se non è in accordo con gli esperimenti è sbagliata.
    In questa piccola affermazione c’è la chiave della Scienza. Non importa quanto bella sia la tua intuizione, non importa quanto intelligente sia la persona che l’ha formulata o quale sia il suo nome: se non è in accordo con gli esperimenti è sbagliata. È tutto qui.
    Ora, immaginate di avere avuto una buona intuizione e di avere calcolato che tutte le conseguenze della vostra premessa sono in accordo con gli esperimenti… la teoria allora è giusta? No, semplicemente non si è potuto dimostrare che sia sbagliata, perchè in futuro un numero maggiore di esperimenti potrebbe scoprire qualche discrepanza e la teoria si rivelerebbe sbagliata.

    Richard Feynman (1918-1988)

    Se guardiamo nel passato le persone si curavano sia con cure omeopatiche che usavano sostanze naturali per rafforzare il nostro sistema immunitario sia con cure allopatica che usavano sostanze tipo piombo in generale di tipo “chimiche” . Bisogna chiedersi il perché oggi si usano cure allopatiche “farmaci” . Bè lo sapete meglio di me il Dio danaro ha sempre la meglio . Un cura brevettabile è possibile venderla , un cura con sostanze che si trovano in natura non è brevettabile e non vendibile.
    Bisogna informarsi , conoscere , pensare in maniera differente non far si che i nostri pensieri sia perturbati .. Quando la terra si pensava che fosse piatta ci sono state persone che affermavano che la terra fosse rotonda e sono state bandite . Oggi la terra che forma ha quadrata???No rotonda .
    Se noi mettiamo a confronto diversi campi della scienza e di come si sono sviluppati negli ultimi 50 anni ci accorgiamo di come la scienza che si occupa di curare malattie come il cancro il diabete ecc non abbia fatto un solo passo avanti. Il cancro è curato con le stesse sostanze che lo provocano . La chemioterapia , la radio terapia sono dannose per il nostro organismo, non si muore solo di cancro ma anche per malattia iattrogena causata dalla stessa cura. Quanto costa un farmaco chemioterapico ?? Può costare anche 7000 euro . Capite quanto sia vantaggioso per chi li produce.
    Prendiamo il virus HIV nella letteratura scientifica si capisce che nessuno ha isolato il virus HIV ergo che nessuno l’abbia mai visto . Si capisce che non c’è nessun collegamento tra HIV =AIDS
    Li stessi test per determinare la sieropositività non hanno nessuna riferibilità certa . Le specifità di questi test variano da paese a paese . Potresti risultare sieropostivo in Italia e nello stesso tempo sieronegativo in un ‘altro paese . Si capisce che la sindrome AIDS non è provocato da questo ipotetico virus ma dallo stile di vita di una persona e da quanto intossichi il proprio organismo. Quindi ipoteticamente se son ammalato di AIDS posso sconfiggere la malattia dissintossicandomi
    da tutte le sostante che hanno provocato l ‘immunodeficienza o collasso del sistema immunitario.
    Invece come si continua a curare o meglio a non curare con sostanze tossiche al nostro organismo perché ???La risposta la lascio voi perché voglio sperare che tutto ciò che ho scritto , che ho letto, per capire, per arrivare ad un perché ,ad una risposta siano false che mi stia sbagliando.

    Buona vita a tutti

    Paolo

    • Si, ma nel caso delle medicine ci sono delle procedure “scientifiche” ben consolidate, con test in doppio cieco, verifiche etc. Certo, non abbiamo la sicurezza dei risultati (ogni essere vivente è qualcosa di veramente complesso..) ma è il meglio che si possa fare. Meglio sicuro che tirare ad indovinare o basarsi su convinzioni inaffidabili. Ognuno poi può fare ciò che vuole, ma almeno con i suoi soldi.

      • Paolo says:

        Conosco il doppio cieco ..A mio parere Con questo metodo in realtà non si valuta l’efficacia del farmaco ma quanto il farmaco possa essere tossico , gli effetti collaterali . Essendo ricerche private i risultati posso anche non essere divulgati o comunque possono far passare ciò che ritengono più vantaggioso per far sì, che il farmaco venga messo in commercio. IO SPERO CHE NON SIA COSI LA MIA E’ SOLO UNA IPOTESI NON SONO PORTATORE DI NESSUNA VERITA’ POSSO SOLO DARE UNA MIA OPINIONE .

        Forse il problema che si esclude a priori l’efficacia di una cura naturale e non se ne valuti scientificamente l’efficacia .
        La invito a leggersi la causa primaria del cancro :http://www.ecplanet.com/node/3619
        secondo mia opinione la cura contro il cancro, AIDS, diabete, ipertensione ecc c’è e c’è sempre stata solo che non produce profitto. Nessuno finanzierà mai una ricerca su un prodotto naturale che curi il cancro e altre malattie perché si vende a poco e non crea profitto e nessuno produrrà mai un farmaco che curi una malattia, è meglio una terapia che duri negli anni perché se ne ricavano più soldi.
        La più grossa malattia e la prima che dobbiamo combattere è il DANARO un grosso virus che mette l’essere umano in secondo piano. Prima i Soldi poi L’uomo..
        Ecco dove sta il problema di tutte le nostre disgrazie , bisogna riconoscerlo,. Siamo colpevoli tutti, nessuno escluso .

        Cordialmente

        Paolo

        • mah, se la cura per il cancro ci fosse sarebbe già da tempo ben nota a tutti
          questi complottismi mi sembrano quantomeno esagerati

          • Paolo says:

            Lei crede che io sia un complottista?? Io mi pongo solo domande e si dubito . Dubito nel momento che non ricevo risposte . Quello che ho scritto nei post precedenti sono cose che si sanno , non c’è nulla di nuovo e sconvolgente .
            Mi scuso se offeso la sensibilità di qualcuno o di tanti , il mio intento è quello di conoscere non di discreditare una terapia nei confronti di un’altra ma quello di aprire un dibattito su un tema che trovo molto interessante .
            Galileo Galilei padre della scienza moderna fu considerato un eretico nella forma moderna si può dire complottista??? “Eppur si muove” ;))

  12. Paolo says:

    Poi bisogna parlare di alimentazione di stile di vita. Se facciamo sport seguiamo una dieta compatibile con il nostro organismo , si crea la capacità dii auto-curarsi . Il nostro organismo è in grado di risolvere e prevenire ogni malattia, infezione..
    Lo stress (lavoro ecc..)che subiamo ogni giorno ci induce ad essere irresponsabili nei confronti della nostra salute. La responsabilità la trasferiamo nei farmaci .Pensiamo che intanto per ogni nostro problema di salute ci sia un farmaco che lo risolva. Quindi le persone continuano a bere alcolici, fumano , si nutrono in modo non adeguato.
    Il cibo è la medicina , la cura per tutto.

    Paolo

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