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	<title>Giovanni Straffelini&#039;s Blog</title>
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	<description>Riflessioni su società, ambiente, scienza.</description>
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		<title>Don Guetti e il metodo scientifico</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Don Lorenzo Guetti è stata una personalità veramente eclettica, un grande protagonista della storia del Trentino: sacerdote d’avanguardia, giornalista, deputato al parlamento di Vienna, fine economista con ben chiara l’importanza dell’analisi statistica dei dati, vale a dire del cosiddetto “metodo scientifico”. Ed è su quest’ultimo punto che vorrei soffermare l’attenzione, dopo aver letto l’ultimo libro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=2057&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2078" class="wp-caption alignleft" style="width: 132px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2012/01/donguetti.jpg"><img class="size-full wp-image-2078" title="donGuetti" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2012/01/donguetti.jpg" alt="" width="122" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">il libro di don Farina</p></div>
<p>Don Lorenzo Guetti è stata una personalità veramente eclettica, un grande protagonista della storia del Trentino: sacerdote d’avanguardia, giornalista, deputato al parlamento di Vienna, fine economista con ben chiara l’importanza dell’analisi statistica dei dati, vale a dire del cosiddetto “metodo scientifico”. Ed è su quest’ultimo punto che vorrei soffermare l’attenzione, dopo aver letto l’ultimo libro di Marcello Farina dedicato a don Guetti, curato di montagna.</p>
<p>Il poetico e scrupoloso testo di don Farina, “<a href="http://www.il-margine.it/i_libri/catalogo/e_per_un_uomo_la_terra">E per un uomo la terra</a>” edito da Il Margine, ci presenta la straordinaria figura di don Guetti, con la sua intuizione della cooperazione in un momento – la fine dell’ottocento &#8211; contrassegnato dalla più grande crisi economica che l’Europa abbia conosciuto; una crisi che ha causato un’intensa emigrazione verso le Americhe per sfuggire ai morsi della fame. Ed è proprio analizzando il fenomeno dell’emigrazione e riflettendo se essa fosse positiva o negativa, che don Guetti ha osservato in uno dei suoi tanti scritti: “Era impossibile, od almeno assai imprudente cosa, dettare una sentenza perentoria senza aver alla mano le prove convincenti dei fatti. Erano dunque necessari in proposito dei dati statistici”. Queste righe esemplificano con chiarezza l’importanza che rivestiva per don Guetti il metodo scientifico, che richiede la raccolta di tutte le informazioni possibili, la proposta di una razionale ipotesi interpretativa dei dati, e infine la verifica delle conclusioni con le dinamiche della realtà. Un metodo rigoroso che permette di formulare al meglio le risposte alle esigenze sociali senza dover ricorrere a ipotesi fantasiose che inevitabilmente si avanzano quando manca la conoscenza dei fatti. Cosa questa, per don Guetti sicuramente improponibile vista la sua forte idea di “galantomismo” (cioè dell’essere galantuomo, onesto) soprattutto nel servizio verso gli altri.</p>
<p>E la visione scientifica di don Guetti si è manifestata anche nella sua attività pedagogica, come nei corsi di formazione professionale. Come si poteva passare, scrive don Farina, “a un’agricoltura specializzata, se non si sperimentavano migliori colture, migliori allevamenti, migliori tecniche, cioè nuove conoscenze?”. Era chiaro a don Guetti che nella crisi non pagava chiudersi nel fatalismo, come capitava a molti suoi compaesani, ma bisognava reagire ricercando nuove conoscenze, proponendo nuovi progetti con il rigore del metodo scientifico. E questo lui fece, nell’attività di malga, nella selezione delle specie bovina e suina, nell’apicoltura, nel credito agrario.</p>
<p>Il rigore del metodo scientifico, imperniato sull’esigenza di conoscere bene prima di giudicare e intervenire, è importante in ogni momento ma diventa urgente quando la crisi economica è opprimente e decisioni sbagliate possono avere tragiche conseguenze. Certo, la crisi economica che viviamo oggi è meno drammatica di quella vissuta verso la fine dell’ottocento, ma sono convinto che ci sbaglieremmo di grosso se trascurassimo l’insegnamento di don Lorenzo Guetti, che il testo di don Farina ha il merito di riproporci in tutto il suo valore.</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/cultura/'>cultura</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/sviluppo/'>sviluppo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/2057/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=2057&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La morte è la fine?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2012/01/la-fine.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2051" title="La Fine" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2012/01/la-fine.jpg?w=170&#038;h=350" alt="" width="170" height="350" /></a>E&#8217; il titolo del tema che verrà affrontato in un ciclo di tre incontri, organizzato dal Decanato di Tione in collaborazione con l&#8217;Amministrazione comunale.<br />
Si tratta, con ogni evidenza, di un tema assai cruciale e complesso (forse il tema dei temi..) che non può che essere affrontato da tutte le direzioni possibili: da quella teologica (compito principale di quasi tutte le religioni è proprio quello di fornire una risposta a questa domanda), quella filosofica e anche quella scientifica.<br />
Io ho l&#8217;incarico (terzo incontro) di affrontare il tema dal punto divisa scientifico. E&#8217; un incarico estremamente impegnativo perché per molti scienziati il problema è già risolto in partenza: ciò che succede dopo la morte non è osservabile empiricamente, tutte le congetture che possiamo proporre non sono scientifiche, insomma la scienza non può dire nulla sul tema; e, per dirla tutta, con ogni probabilità con la morte c&#8217;è la disgregazione e dispersione materiale della persona e tutto finisce qui. E&#8217; dunque chiaro come sia difficile il mio compito, che è quello di capire gli &#8220;spazi di manovra&#8221; lasciati dalla scienza, sia per quanto riguarda l&#8217;esistenza del divino (un ente esterno non fisico creatore e responsabile di tutto ciò che accade) e &#8211; quasi sottovoce &#8211; dell&#8217;aldilà.</p>
<p>Vi aspetto numerosi ai tre incontri!</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/scienza/'>scienza</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/scienzafede/'>scienza&amp;fede</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/2041/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=2041&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Polveri: ora interventi mirati</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[PM10]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un paio d’anni il problema delle polveri sottili è diventato meno urgente, se ne parla meno che nel recente passato. Ciò è dovuto all’effettivo calo del livello di inquinamento dell’aria in tutta la provincia, tanto che oggi le prescrizioni europee sono sostanzialmente rispettate. Tuttavia non è il momento di abbassare la guardia ma semmai [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=2029&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un paio d’anni il problema delle polveri sottili è diventato meno urgente, se ne parla meno che nel recente passato. Ciò è dovuto all’effettivo calo del livello di inquinamento dell’aria in tutta la provincia, tanto che oggi le prescrizioni europee sono sostanzialmente rispettate. Tuttavia non è il momento di abbassare la guardia ma semmai di approntare interventi più mirati.</p>
<p>I dati dell’agenzia provinciale per l’ambiente (Appa) sono chiari: dal 2006 ad oggi il numero di sforamenti annuali della soglia giornaliera di 50 microgrammi al metrocubo è in diminuzione, e da un paio d’anni è inferiore al valore limite di 35. Con ogni probabilità cominciano a farsi sentire gli effetti di una serie di interventi strutturali di largo respiro, come il rinnovo del parco macchine e la realizzazione di alcune infrastrutture viarie che hanno spostato il traffico lontano dai centri cittadini. Ma se la situazione generale è mediamente migliorata, continuano a permanere specifiche situazioni di criticità. Vediamone alcune.</p>
<p>Una prima situazione critica emerge proprio dai dati dell’Appa, i quali confermano come i mesi con maggiore inquinamento siano quelli invernali quando le emissioni dalle caldaie dei riscaldamenti coprono la fetta maggiore delle emissioni totali. Per cui sono da continuare e migliorare le politiche che prevedono il controllo del funzionamento delle caldaie e la riduzione delle temperature negli edifici. Quelli pubblici hanno già iniziato a dare il buon esempio ma è necessario perseverare in questa direzione e promuovere riduzioni ancora più diffuse. Una seconda criticità deriva dal fatto che più vulnerabili all’inquinamento da polveri sottili sono i bambini. E’ quindi necessario rivolgere un’attenzione specifica ai bambini che si recano a scuola: individuando percorsi pedonali lontani dal traffico, o predisponendo interventi di pulizia delle strade presso lo scuole, dato che gran parte dell’inquinamento vicino ai marciapiedi proviene dal risollevamento delle polveri dal manto stradale. Inoltre, come è noto, l’inquinamento è sovente maggiore nei locali interni degli edifici che all’aperto; per cui è auspicabile intervenire anche dentro le scuole. Non so se la qualità dell’aria nelle scuole trentine è monitorata, ma uno studio europeo (la ricerca pilota Hese) ha evidenziato come nel 78% delle scuole controllate il livello di polveri sottili fosse superiore ai limiti, e che anche per gli altri inquinanti le cose non andassero meglio. Poiché l’esposizione prolungata può innescare effetti negativi sulla salute degli scolari, è necessario usare la massima attenzione e pedisporre adeguati sistemi di controllo delle ventilazione delle aule.</p>
<p>Il piano provinciale approntato per quest’inverno &#8211; e pertito il primo di novembre &#8211; prevede una stretta sui veicoli diesel senza filtro antiparticolato, e contiene anche indicazioni che aprono la strada a specifici interventi mirati. Se il trend generale di calo dell’inquinamento dell’aria è confermato, penso sia opportuno privilegiare i provvedimenti capaci di far fronte in profondità a specifiche situazioni critiche; qui ho riportato solo alcuni esempi, tra quelli da considerare per primi.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 10 novembre 2011)</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/polveri-sottili/'>polveri sottili</a> Tagged: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/pm10/'>PM10</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/polveri-sottili/'>polveri sottili</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/2029/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=2029&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Sanità: serve più eccellenza</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 18:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Le classifiche del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia pongono spesso Trento in un’invidiata prima posizione. Tra i vari indicatori considerati, tuttavia, ce ne sono alcuni che vedono la città nelle retrovie: spicca, in particolare, quello relativo alla sanità, che posiziona Trento oltre al 90° posto. Vale sicuramente la pena approfondire tale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=2026&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2030" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/12/ospedaletn.jpg"><img class="size-medium wp-image-2030" title="OspedaleTN" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/12/ospedaletn.jpg?w=300&#038;h=198" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Rendering del nuovo ospedale di Trento.</p></div>
<p>Le classifiche del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia pongono spesso Trento in un’invidiata prima posizione. Tra i vari indicatori considerati, tuttavia, ce ne sono alcuni che vedono la città nelle retrovie: spicca, in particolare, quello relativo alla sanità, che posiziona Trento oltre al 90° posto. Vale sicuramente la pena approfondire tale aspetto, viste anche le critiche che &#8211; da più parti &#8211; sono mosse alla sanità trentina (anche in vista della realizzazione di un nuovo ospedale).</p>
<p>Va innanzitutto sottolineato come sia difficile valutare il livello dell’assistenza sanitaria di un territorio, dato che i fattori in gioco sono numerosi: l’uso di indici semplificati, quindi, non può che dare una visione parziale. L’indice usato nelle ricerche del Sole 24 Ore è la quota di utenti che si rivolge a strutture sanitarie fuori provincia. L’idea è semplice: il servizio sanitario è migliore dove poche persone avvertono l’esigenza di rivolgersi altrove. Dai dati si evince che le nostre strutture appaiono solo mediamente attraenti, visto che una consistente fetta di trentini si rivolge a strutture extra-provinciali, per necessità o per la volontà di avvalersi di centri ospedalieri di eccellenza. La seconda ipotesi non va trascurata: diverse indagini – come quella realizzata nel 2005 dall’Ispo per il settimanale Panorama o quella di Corriere Salute – non riportano nelle loro classifiche alcuna struttura locale, tranne la cardiologia del Santa Chiara, 26esima nello studio Ispo.</p>
<p>Molti sondaggi diretti, tuttavia, evidenziano come i trentini siano sostanzialmente soddisfatti dell’assistenza sanitaria locale. Questa percezione è confermata da altri indici, come la speranza di vita alla nascita (che è alta in Trentino e nelle regioni del Nord Italia) o la percentuale di tagli cesarei eseguiti. Quest’ultimo indice è peraltro assai controverso e la sua significatività discutibile (non è considerato nelle ricerche del Sole 24Ore); esso è basato sull&#8217;idea che quanto più bassa è la percentuale di cesarei e tanto migliore è l’assistenza sanitaria, poiché &#8211; si ritiene &#8211; le procedure mediche nella struttura ospedaliera sono eseguite al meglio. Questa percentuale è intorno al 30% in Trentino: maggiore del valore considerato ottimale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (il 20%, al quale &#8211; in Italia &#8211; si avvicina solo Bolzano), ma ben inferiore alla media nazionale del 36%.</p>
<p>Per avere un quadro sufficientemente definito del livello della sanità di un territorio è dunque necessario incrociare le informazioni ottenute da valutazioni diverse. Confrontando gli indicatori qui considerati (sicuramente ancora non esaustivi), possiamo tentare la seguente conclusione: il livello generale di assistenza in Trentino è buono ma, visto anche il notevole supporto provinciale, sarebbe lecito attendersi una maggiore presenza di centri di eccellenza guidati da medici di particolare rilievo, che potrebbero dare visibilità a tutta la struttura sanitaria locale e stimolare l&#8217;aumento della qualità generale.</p>
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		<title>Buon 2012!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 19:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Auguro a tutti gli amici e ai lettori del blog (che ringrazio), un ottimo e lieve 2012! Come consueto, allego la classifica dei dieci articoli più cliccati nel 2011. Buona lettura. 1) Referendum acqua: si o no? 2) Lo strano caso delle lampadine fluorescenti 3) Innovazione estetica 2.o 4) Ingegneria e test di ingresso 5) Il tritarifiuti 6) Vita di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1975&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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Come consueto, allego la classifica dei dieci articoli più cliccati nel 2011. Buona lettura.</p>
<p>1) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2011/05/07/referendum-acqua-si-o-no/">Referendum acqua: si o no?</a></p>
<p>2) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/01/20/lo-strano-caso-delle-lampadine-fluorescenti/">Lo strano caso delle lampadine fluorescenti</a></p>
<p>3) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2011/05/11/innovazione-estetica-2-o/">Innovazione estetica 2.o</a></p>
<p>4) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2011/06/17/ingegneria-e-test-di-ingresso/">Ingegneria e test di ingresso</a></p>
<p>5) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/09/30/il-tritarifiuti/">Il tritarifiuti</a></p>
<p>6) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2009/11/11/vita-di-campagna-o-vita-di-citta/">Vita di campagna o vita di città?</a></p>
<p>7) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/05/22/la-cistite-questa-sconosciuta/">La cistite, questa (s)conosciuta</a></p>
<p>8) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/01/08/lanima-secondo-la-scienza/">L&#8217;anima secondo la scienza</a></p>
<p>9) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2011/08/29/il-servizio-ai-clienti/">Il servizio ai clienti</a></p>
<p>10 ) <a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/09/14/inceneritore-si-o-no/">Inceneritore, si o no?</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/cultura/'>cultura</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/societa/'>società</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1975/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1975&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tfr: si o no?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 16:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione]]></category>
		<category><![CDATA[tfr]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2006" class="wp-caption alignleft" style="width: 206px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/12/beppescienza.jpg"><img class="size-medium wp-image-2006" title="BeppeScienza" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/12/beppescienza.jpg?w=196&#038;h=300" alt="" width="196" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Beppe Scienza, dell&#039;Università di Torino, ha scritto un interessante saggio sulla questione Tfr-fondi pensione.</p></div>
<p>Nel 2007  i lavoratori del settore privato hanno potuto (dovuto..) scegliere a chi destinare il proprio Tfr (“Trattamento di fine rapporto” o “liquidazione”); hanno deciso, cioè, se lasciarlo in azienda o consegnarlo ad un fondo pensione. I dati dicono che molti lavoratori hanno optato per i fondi pensione; il risultato è, a mio parere, un po’ inatteso, viste &#8211; da una parte &#8211; le incognite che poco o tanto l’adesione ai fondi comporta e &#8211; dall&#8217;altra &#8211;  la necessità di mantenere una giusta prudenza in campo economico soprattutto in tema di pensioni.</p>
<p>Come evidenziato da molti economisti, infatti, la decisione di destinare il proprio Tfr ad un fondo pensione implica l’esposizione ai rischi del mercato, dipendentemente dalle caratteristiche del fondo scelto. Il Tfr lasciato in azienda, invece, garantisce un rendimento sicuro e sostanzialmente al riparo dell’inflazione. E’ ben vero che l&#8217;adesione ai fondi pensione comporta dei vantaggi fiscali e che negli anni passati il mercato finanziario è continuato a crescere ed i fondi hanno reso circa un punto percentuale in più del Tfr, ma questo non assicura che il trend positivo possa continuare pure in futuro; gli eventi di questi ultimi mesi mostrano drammaticamente quanto ciò sia vero. Vediamo alcuni numeri relativi al Trentino dove 122.000 lavoratori hanno aderito al Laborfonds rinunciando così al Tfr. Il 79% degli aderenti, scrive Marco Parisi su QT, ha sottoscritto la linea bilanciata del fondo la quale ha reso il 2,6% dal marzo 2001 al marzo 2011, ben meno del Tfr che si è rivalutato del 3,03%. E le prestazioni da marzo ad oggi sono state sicuramente ancora peggiori visto il triste andamento della borsa.</p>
<p>Non va peraltro sottaciuto che ci sono anche alcuni aspetti della legge abbastanza svantaggiosi per chi aderisce ai fondi pensione. Ne elenco un paio: al momento della pensione solo metà del capitale maturato nel fondo potrà essere incassato (invece del totale come nel caso del Tfr) e l’altra metà andrà a costituire una rendita vitalizia; in caso di licenziamento, con il Tfr si può riscattare la propria posizione e disporre immediatamente di denaro contante, mentre questo non è subito possibile possedendo un fondo pensione. Come suggerito a suo tempo dal prof. Giavazzi sul <em>Corriere della Sera</em>, sarebbe stato anche opportuno correggere alcune evidenti anomalie della legge, come i vincoli che limitano la libertà di scelta e riducono la concorrenza tra i diversi fondi.</p>
<p>Per quanto detto sono convinto che una parte non trascurabile di lavoratori continuerà a tenersi il proprio Tfr: chi ha una ridotta propensione al rischio, infatti, preferirà sempre la tranquillità economica alla scommessa di maggiori guadagni, con la consapevolezza che potrà investire liberamente il proprio Tfr (o parte di esso) in una rendita vitalizia anche dopo che sarà andato in pensione.</p>
<p>(elaborato da un editoriale sul <em>Corriere del Trentino</em> del 13 luglio 2007)</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/societa/'>società</a> Tagged: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/fondi-pensione/'>fondi pensione</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/tfr/'>tfr</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1942/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1942&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Timori esagerati</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 13:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/12/incbz.jpg"><img class=" wp-image-1998" title="incBZ" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/12/incbz.jpg?w=300&#038;h=168" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>La costruzione del termovalorizzatore in Trentino è ormai diventata una telenovela, con sempre nuovi protagonisti e continui colpi di scena. Le preoccupazioni, invece, sono sempre le stesse: l’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni dal camino. Questi timori, tuttavia, appaiono a mio giudizio esagerati visti i notevoli progressi raggiunti nelle tecnologie di trattamento delle emissioni, come mostrato anche da un recente documento del ministero tedesco per l’Ambiente che ha evidenziato come gli attuali termovalorizzatori “non sono più significativi in termini di emissioni di diossine, polveri sottili e metalli pesanti”.</p>
<p>Questo documento, datato settembre 2005, evidenzia come già nel 2000 i termovalorizzatori emettevano, in Germania, meno dell’uno percento della diossina totale emessa nell’ambiente, a conferma del loro ruolo trascurabile rispetto ad altre fonti come l’industria metallurgica e i riscaldamenti domestici. A questo proposito va anche sottolineato che una recente ricerca condotta al Politecnico di Milano ha mostrato come l’utilizzo delle migliori tecnologie di filtrazione permette di ridurre le emissioni di diossine a valori inferiori al contenuto di diossine nei rifiuti inceneriti; non è quindi sbagliato affermare che un termovalorizzatore dotato di opportuna tecnologia può comportarsi da “distruttore” di diossine. Le attuali tecnologie di filtrazione dei fumi permettono inoltre di ridurre al minimo le emissioni di polveri sottili (intorno a 1 mg/m3). Bruciando i rifiuti, inoltre, un termovalorizzatore produce energia elettrica e termica, che non deve quindi essere prodotta dalle centrali tradizionali. Siccome queste centrali sono più inquinanti, con i termovalorizzatori si riduce la quantità di polveri (e anche di metalli pesanti) emessa nell’ambiente. In Germania, ad esempio, grazie all’attività di 66 termovalorizzatori si evita l’emissione in ambiente di 5000 tonnellate di polveri all’anno, che non sono poche se si confrontano alle 171000 tonnellate di polveri totali emesse (soprattutto dal traffico e dagli impianti di riscaldamento, come ben noto).</p>
<p>Un’ultima osservazione riguarda l’emissione di CO2, che è un gas serra e che deve essere limitata in ottemperanza agli accordi del protocollo di Kyoto che anche l’Italia ha sottoscritto. Con l’incenerimento dei rifiuti si ha la produzione di CO2, ma anche nelle discariche si ha l’emissione di gas serra (il metano, che è molto più potente della CO2 per quanto riguarda l’effetto serra). L’incremento della termovalorizzazione dei rifiuti in Italia ha portato quindi ad una diminuzione delle emissioni di gas serra tra il 1990 ed il 2002 e il settore rifiuti è uno dei pochi che ha ottenuto questo risultato positivo.</p>
<p>Anche le associazioni ambientaliste sono sempre più favorevoli all’utilizzo dei termovalorizzatori (sono favorevoli Italia Nostra, il Wwf e Legambiente, come riportato recentemente da <em>La Repubblica</em>), a conferma che questa pratica di gestione dei rifiuti è oggi ritenuta adeguatamente pulita. Naturalmente non sono tutte rose e fiori, ma c&#8217;è da augurarsi che nel dibattito trentino trovino giusto spazio anche queste considerazioni, e che la gestione locale dei rifiuti venga chiusa con l&#8217;incenerimento invece di &#8220;chiuderla&#8221;, come si fa ora, trasportando i rifiuti &#8211; magari sotto falso nome&#8230; &#8211; nelle regioni vicine.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Rendering del nuovo inceneritore di Bolzano.</dd>
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		<title>Statistiche e povertà</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 10:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[In tema di ricchezza e povertà, si nota spesso una contraddizione tra i risultati delle statistiche rimarcate sui giornali che proiettano il Trentino (e molte regioni del nord Italia) ai primi posti in Italia per quanto riguarda la qualità della vita, e le molteplici testimonianze “sul campo” di disagi diffusi, anche nel ceto medio della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1960&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1987" class="wp-caption alignleft" style="width: 479px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/11/povertacc80-relativa1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1987" title="povertà relativa" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/11/povertacc80-relativa1.jpg?w=469&#038;h=231" alt="" width="469" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">povertà relativa nelle diverse regioni italiane (2005)</p></div>
<p>In tema di ricchezza e povertà, si nota spesso una contraddizione tra i risultati delle statistiche rimarcate sui giornali che proiettano il Trentino (e molte regioni del nord Italia) ai primi posti in Italia per quanto riguarda la qualità della vita, e le molteplici testimonianze “sul campo” di disagi diffusi, anche nel ceto medio della popolazione. Da dove deriva questo disaccordo?</p>
<p>I motivi sono molti. Quello principale, a mio avviso, va ricercato nell’impossibilità di rappresentare in modo semplificato un sistema – la società &#8211; per sua natura molto complesso. Le impressioni sul campo, quindi, possono essere dei campanelli d’allarme che avvisano di nuove o vecchie criticità ma non sono necessariamente rappresentative di un fenomeno rilevante. Analogamente, gli indicatori statistici troppo semplificati, anche se ricavati da studi ampi ed articolati, forniscono un quadro per forza di cose sfuocato della società e non vanno sicuramente sopravalutati.</p>
<p>Un indicatore statistico molto utilizzato negli studi sul “welfare” è la percentuale di popolazione con un reddito inferiore ad un certo valore medio. In base ad esso il Trentino è spesso etichettato come “un’isola felice”, creando – come detto &#8211; non pochi malintesi e discussioni. La debolezza di tale approccio è tuttavia chiara. Per analizzare le disuguaglianze nelle condizioni di vita è necessario, infatti, tener conto anche delle condizioni abitative delle persone, del loro stato di salute e delle caratteristiche dei beni posseduti, che possono garantire altre risorse in aggiunta al reddito.</p>
<p>Con un approccio di questo tipo, una recente ricerca coordinata dall’Istituto Cattaneo ha evidenziato che sempre meno persone vivono, oggi, in condizioni “medie” di vita. Alcune persone che appartenevano al cosiddetto “ceto medio” hanno raggiunto, negli ultimi anni, condizioni d’elevato benessere, mentre molte altre – soprattutto tra gli impiegati &#8211; sono scese verso livelli di disagio materiale. Tale analisi conferma, in questo caso, i segnali che provengono dal territorio, evidenziando come esistono effettivamente condizioni critiche anche tra chi ha un’occupazione classificabile da ceto medio. Condizioni destinate a crescere, se perdurerà ancora a lungo lo stato di incertezza economica con la perdita di valore di una notevole fetta del risparmio delle famiglie.</p>
<p>Le percezioni personali sul campo e le analisi statistiche (quelle approfondite non quelle troppo semplificate) devono insomma lavorare insieme. Le prime lanciano i segnali. Le seconde ne verificano la consistenza anche quantitativamente, e diventano un supporto fondamentale per calibrate &#8211; ce lo augurialo &#8211; i successivi interventi operativi.</p>
<p>(elaborato da un edit sul<em> Corriere del Trentino</em> del 13 gennaio 2007)</p>
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		<title>Parto indolore? Sia una concreta possibilità</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 18:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[epidurale]]></category>
		<category><![CDATA[parto cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[parto indolore]]></category>

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		<description><![CDATA[Penso sia estremamente meritoria l’intenzione di creare a Trento o a Rovereto un punto nascita dove le donne possano scegliere il parto indolore. Un centro dedicato al parto con anestesia locale (epidurale), in modo che tale opportunità sia una scelta sicura per la partoriente, una scelta programmata. Ad oggi, come ricordato anche dalla consigliera provinciale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1971&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/11/cicogna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1978" title="cicogna" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/11/cicogna.jpg?w=300&#038;h=231" alt="" width="300" height="231" /></a>Penso sia estremamente meritoria l’intenzione di creare a Trento o a Rovereto un punto nascita dove le donne possano scegliere il parto indolore. Un centro dedicato al parto con anestesia locale (epidurale), in modo che tale opportunità sia una scelta sicura per la partoriente, una scelta programmata.</p>
<p>Ad oggi, come ricordato anche dalla consigliera provinciale Sara Ferrari, una delle promotrici dell’iniziativa, la possibilità del parto indolore è molto spesso legata alla disponibilità momentanea del medico anestesista: è quindi una prospettiva incerta, sulla quale la donna non può fare sicuro affidamento. Tanto che molte donne chiedono il parto indolore mediante il taglio cesareo, un’opzione però assai avversata, visto che tale operazione – un intervento chirurgico &#8211; si può fare solo su prescrizione medica. Alcuni ospedali, peraltro, adottano una interpetazione elastica di questa regola e &#8211; soprattutto nel meridione &#8211; il parto mediante taglio cesareo programmato è estremamente diffuso.</p>
<p>Ogni tipo di parto presenta dei vantaggi e degli svantaggi, dei rischi e dei benefici, oltre che dei costi diversificati. Pertanto, una corretta e precisa informazione è fondamentale affinché ogni futura madre possa, insieme al suo ginecologo, decidere in modo sereno e consapevole come partorire. E, come dichiarato in un’intervista dal primario di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Rovereto &#8211; prof. Ioppi -, la scelta del tipo di parto “deve avvenire esclusivamente nell’ottica del benessere della donna e del bambino“. Per cui <strong>se il timore della fatica del parto è fonte di sofferenza psicologica oltre che un blocco verso l’esperienza stessa della natalità, è giusto dare la concreta possibilità alla futura madre che lo desidera di ricorrere al parto indolore, possibilmente mediante anestesia epidurale</strong>.</p>
<p>E’ molto diffusa l’idea che il dolore sia una necessità del parto, quasi una componente integrante e nobilitante; ed è pure assai diffusa la volontà di assegnare una preferenza esclusiva ai cosiddetti metodi naturali così che l’anestesia epidurale o il parto cesareo vadano giustamente osteggiati perché “non spontanei”. Ma usando ancora le parole di Ioppi, “bisogna sempre evitare di fare del parto una disputa ideologica”: ci sono dunque molte ragioni per augurarsi che l’iniziativa trentina vada a buon fine e che la nuova struttura diventi un riferimento, anche per l’eccellenza organizzativa e tecnologica, per le donne che consapevolmente desiderano il parto indolore.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 2 novembre 2011)</p>
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		<title>Polveri e TIR</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 07:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[polveri sottili]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli interventi di limitazione al traffico per combattere il problema delle polveri sottili sono ovunque oggetto di aspre discussioni. In Francia e in Spagna questi interventi sono rari e in Germania coinvolgono soprattutto i mezzi pesanti, piuttosto che tutti i veicoli come avviene in Italia. In molte regioni tedesche, infatti, è sovente adottato il blocco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1575&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/11/camion.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1965" title="camion" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/11/camion.jpg" alt="" width="298" height="199" /></a>Gli interventi di limitazione al traffico per combattere il problema delle polveri sottili sono ovunque oggetto di aspre discussioni. In Francia e in Spagna questi interventi sono rari e in Germania coinvolgono soprattutto i mezzi pesanti, piuttosto che tutti i veicoli come avviene in Italia. In molte regioni tedesche, infatti, è sovente adottato il blocco dei camion con peso superiore a 3,5 tonnellate, nelle ore notturne e su alcune strade ad alto scorrimento. Vale la pena approfondire le motivazioni che stanno alla base di questi interventi, per capire se potrebbero essere efficaci anche sul nostro territorio.</p>
<p>I camion pesanti sono dotati di motori alimentati a gasolio, che inquinano di più dei motori a benzina. Una recente ricerca ha valutato il numero di polveri sottili emesse dai veicoli per ogni chilometro percorso, mediante misure eseguite al lato delle strade. I risultati hanno evidenziato come i veicoli a gasolio emettono un numero di polveri, con dimensioni inferiori ad 1 micrometro, che è ben 600 volte superiore a quello emesso dai veicoli a benzina. La ricerca ha inoltre mostrato il ruolo negativo della velocità di transito &#8211; quanto maggiore è la velocità, tanto maggiore è il numero di polveri sottili emesse nell’atmosfera &#8211; e come inquinino molto di più i veicoli pesanti, come &#8211; appunto &#8211; i camion, delle automobili. Questi risultati sperimentali, quindi, giustificano pienamente le decisioni adottate in Germania di vietare il traffico ai veicoli pesanti e sulle strade a maggiore scorrimento, anche se esse suscitano forti discussioni a causa dei problemi che comportano, e il divieto è quindi spesso limitato alle sole ore notturne.</p>
<p>Questo tipo di interventi potrebbe rivelarsi efficace anche sul nostro territorio, visto che una ricerca condotta dall’Università di Trento ha evidenziato che nell’area urbana di Trento oltre l’80% delle polveri sottili dovute al traffico deriva dai motori a gasolio e che, di queste, circa la metà proviene dai veicoli pesanti. Evidentemente, gli interventi dovrebbero tener conto dell’influenza dei venti sulla dispersione delle polveri e potrebbero anche prevedere esenzioni ai mezzi dotati di opportuni filtri allo scarico.</p>
<p>Tuttavia, fintantoché il problema delle polveri sottili verrà considerato solo una questione da affrontare a livello comunale sarà difficile adottare dei provvedimenti strutturali di questo tipo che, per forza di cose, hanno un respiro che supera i singoli comuni, dato che dovrebbero coinvolgere il traffico sul corridoio autostradale del Brennero e le principali strade statali del Trentino.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 24 gennaio 2006)</p>
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		<title>Polveri e divieti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 06:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[polveri sottili]]></category>

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		<description><![CDATA[I provvedimenti di limitazione del traffico, come la circolazione a targhe alterne o il blocco domenicale, non comportano evidenti vantaggi sulla diminuzione della concentrazione di polveri sottili nell’aria. Ciononostante è ferma la volontà di molti decisori politici di imporre queste restrizioni, nei momenti di massimo allarme dell’inquinamento, per abituare la gente ad utilizzare i mezzi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1852&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I provvedimenti di limitazione del traffico, come la circolazione a targhe alterne o il blocco domenicale, non comportano evidenti vantaggi sulla diminuzione della concentrazione di polveri sottili nell’aria. Ciononostante è ferma la volontà di molti decisori politici di imporre queste restrizioni, nei momenti di massimo allarme dell’inquinamento, per abituare la gente ad utilizzare i mezzi pubblici al posto delle proprie auto (da quest&#8217;anno tocca ai Diesel Euro 2 senza filtro antiparticolato). Tali metodi d’educazione per coercizione, tuttavia, sono poco efficaci ed andrebbero sostituiti con altri metodi di convincimento, basati sui vantaggi offerti dalle scelte virtuose – come utilizzare l’autobus &#8211; e sulla libera volontà del singolo di usufruire o meno di questi vantaggi.</p>
<p>Una recente ricerca dell’Arpav della Regione Veneto ha mostrato che nei giorni immediatamente successivi alle giornate con la circolazione a targhe alterne è sempre stato registrato un “effetto rimbalzo”, cioè un aumento dell’inquinamento dell’aria, fino a toccare i livelli più elevati della settimana. Insomma: chi è stato obbligato a non usare la macchina si sente in dovere di &#8220;recuperare&#8221; con gli interessi nei giorni successivi!</p>
<p>Certo, accanto agli interventi strutturali, la riduzione del traffico rimane un’azione utile per ridurre le polveri sottili nell’aria, perché limita sia le emissioni dirette dal tubo di scappamento sia il risollevamento delle polveri dal manto stradale che, nei centri cittadini, è responsabile di più del 30% delle polveri totali presenti nell’aria. Ma vista l’inefficacia dei metodi coercitivi, è evidentemente necessario stimolare la riduzione dell’utilizzo delle automobili in altri modi. Una possibilità potrebbe essere quella suggerita recentemente dall’Economist, e basata sulla realizzazione di un sistema che riservi dei benefici economici a chi mette in pratica comportamenti virtuosi – come, ad esempio, utilizzare l’autobus &#8211; e aggravi economici a chi utilizza l’automobile. Questo è, in buona sostanza, lo stesso principio della direttiva europea “Emissions Trading”, adottata per ridurre le emissioni in atmosfera dei gas serra in ottemperanza alle prescrizioni del Protocollo di Kyoto. In base a tale direttiva, le industrie che emettono meno CO2 di quello che sarebbe loro permesso realizzano dei vantaggi economici, mentre quelle che emettono più del lecito devono acquistare i permessi di emissione, pagandoli profumatamente. Un sistema non coercitivo dunque.</p>
<p>Secondo l’Economist, questo approccio dovrebbe essere generalizzato ed adottato anche per altre specifiche problematiche ambientali. E&#8217; chiaro che nel caso dell’inquinamento da polveri sottili non è facile individuare i metodi migliori per premiare i comportamenti virtuosi e penalizzare chi inquina. Si possono comunque fare delle proposte e cominciare a ragionare in questa direzione. Ad esempio, nei periodi di maggiore inquinamento potrebbe essere applicata una sovratassa alla tariffa dei parcheggi cittadini e al pedaggio autostradale (commisurata, dove possibile, al livello di inquinamento del proprio mezzo) o, come fatto a Londra e a Milano (con alterni successi peraltro), introdurre un ticket per chi entra in città in automobile. Questo denaro andrebbe utilizzato per ridurre proporzionalmente il costo del biglietto dei mezzi pubblici. La gente sarabbe quindi posta davanti alla libera scelta di usare l’autobus o il treno ad un prezzo molto conveniente o pagare di più per utilizzare l’automobile. Sono convinto che questo sistema porterebbe un incremento dell’uso dei mezzi pubblici con notevoli benefici, in termini di riduzione dell’inquinamento ed aumento della qualità della vita, per l’intera collettività.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 31 agosto 2005)</p>
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		<title>Benessere e giganti</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 19:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le iniziative per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia va annoverata la pubblicazione del libro “In ricchezza e in povertà, il benessere degli italiani dall’Unità ad oggi”, a cura di Giovanni Vecchi. Il testo riporta numerose ricerche tese a dimostrare come l’unificazione sia stata un sostanziale successo per gli italiani, dato che la qualità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1915&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/10/g-vecchi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1943" title="G Vecchi" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/10/g-vecchi.jpg" alt="" width="189" height="271" /></a>Tra le iniziative per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia va annoverata la pubblicazione del libro “In ricchezza e in povertà, il benessere degli italiani dall’Unità ad oggi”, a cura di Giovanni Vecchi. Il testo riporta numerose ricerche tese a dimostrare come l’unificazione sia stata un sostanziale successo per gli italiani, dato che la qualità della vita – paragonabile allora a quella odierna degli abitanti del Laos o del Senegal – è aumentata negli anni notevolmente.</p>
<p>Come ben sappiamo, l’incremento di benessere è stato particolarmente intenso nelle regioni del Nord, comprese quelle del triveneto che hanno saputo sfruttare al meglio le opportunità che si sono create. Tra i tanti dati riportati ce n’è uno – abbastanza curioso &#8211; che è interessante richiamare: l’altezza media alla visita di leva. Benchè riferito alla sola popolazione maschile, tale parametro è un chiaro indicatore del benessere generale di una popolazione perché l’altezza effettiva dipende, oltre che da aspetti genetici che si possono trascurare considerando periodi di tempo relativamente brevi, dalla salute, dagli sforzi eseguiti nel lavoro, dalle condizioni igieniche e sanitarie. Ebbene, dai dati si evince che gli abitanti del triveneto sono sempre stati i più alti in Italia, e che gli abitanti del Trentino Alto Adige sono sempre stati secondi (da quando si hanno informazioni) solo a quelli del Friuli Venezia Giulia. Naturalmente è compito degli storici e degli economisti ricercarne le cause, anche perché il dato è un po’ sorprendente visto che ai tempi dell’unificazione le regioni del Nord-Est erano assai povere, erano terre di intensa emigrazione.</p>
<p>Per sfortuna nostra e degli studiosi l’altezza media non è più un parametro utilizzabile per lo studio del benessere, visto che la visita di leva è stata abolita da anni. Altri indicatori, tuttavia, sembrano confermare che la qualità della vita nella nostra regione è elevata anche oggi, e gli abitanti ne sono consapevoli. Una recente ricerca dell’Istat, ad esempio, ha mostrato che i trentini sono secondi solo agli altoatesini nella classifica delle persone che si ritengono più soddisfatte del proprio livello di vita. Ben il 71% dei trentini considera “adeguate” le proprie risorse economiche e una larga maggioranza si dice soddisfatta del proprio stato di salute.</p>
<p>Ma la domanda che ora tutti ci poniamo è: riusciremo a superare la tempesta della crisi economica che non sembra placarsi? Non si tratta – va da sè – di capire se riusciremo a difendere il primato di “giganti d’Italia”, ma se l’attuale livello di benessere generale potrà essere mantenuto anche nel futuro, per le generazioni che verranno. Penso che guardare al passato, ai progressi fatti dall’unificazione ad oggi così come ben descritti dal libro di Vecchi, possa essere utile a trovare convinzione e fiducia, così da affrontare nel modo migliore le sfide che non mancheranno di presentarsi.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 1 ottobre 2011)</p>
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			<media:title type="html">G Vecchi</media:title>
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		<title>Una grande opportunità</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 06:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[distretto tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[habitech]]></category>
		<category><![CDATA[Rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il distretto tecnologico di Rovereto. Ripropongo un edit pubblicato sul Corriere del Trentino il 9 giugno 2006, che salutava una nuova importante iniziativa per il Trentino. A che punto siamo 5 anni dopo? Prima dell’estate verranno definite le caratteristiche operative ed i contenuti progettuali del nuovo “distretto tecnologico” che sta per nascere nella nostra provincia. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1861&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dttn.it/index.php">Il distretto tecnologico di Rovereto.</a><br />
<em>Ripropongo un edit pubblicato sul Corriere del Trentino il 9 giugno 2006, che salutava una nuova importante iniziativa per il Trentino.</em><br />
<strong>A che punto siamo 5 anni dopo? </strong></p>
<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/distretto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1882" title="Distretto" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/distretto.jpg?w=300&#038;h=162" alt="" width="300" height="162" /></a>Prima dell’estate verranno definite le caratteristiche operative ed i contenuti progettuali del nuovo “distretto tecnologico” che sta per nascere nella nostra provincia. Si tratta di un momento importante; se opportunamente strutturato, infatti, il nuovo distretto potrà portare una ventata di entusiasmo e d’innovazione in Trentino e proporsi quindi come un attore di primo piano per lo sviluppo industriale locale.<br />
Il distretto tecnologico sarà incentrato sui temi dell’ambiente, del risparmio energetico e della bio-edilizia. Aggregherà industrie e centri di ricerca del nostro territorio con l’obiettivo di “fare sistema”, raggiungere cioè una massa critica che permetta di fronteggiare problemi comuni e, soprattutto, investire in progetti di ricerca e sviluppo. Per lo sviluppo tecnologico, infatti, la cooperazione tra le industrie e con gli enti di ricerca è una necessità, vista la ridotta dimensione della maggior parte delle realtà produttive italiane, che non possono permettersi numerosi ricercatori nei loro organici, né strutture di ricerca particolarmente all’avanguardia. Di questa necessità, tra gli altri, si è fatto portavoce recentemente anche Adriano Dalpez, presidente della camera di commercio, che vede nello scarso impegno delle industrie trentine e dell’ente pubblico nel campo dell’innovazione, nonché nella “scarsa propensione alla collaborazione tra aziende” alcuni dei fattori responsabili dell’attuale fase di stagnazione della nostra economia.<br />
In quest’ottica, tuttavia, non va dimenticato che le realtà produttive trentine – industriali ed artigianali &#8211; operano principalmente con tecnologie consolidate piuttosto che con tecnologie d’avanguardia. E’ quindi auspicabile che i progetti del nuovo distretto trentino, almeno nei suoi primi anni di vita, si concentrino su temi che possano trovare un interesse abbastanza diffuso nel mondo economico provinciale e possano garantire ricadute sul mercato nel breve periodo, in modo da creare entusiasmo e partecipazione. Siano invece lasciati ad un secondo tempo, quando le potenzialità del distretto saranno ben definite, gli investimenti sui progetti più ambiziosi e con minori probabilità di successo. Il compito è sicuramente delicato, dato che le tematiche che caratterizzano il nuovo distretto tecnologico possono includere progetti con ricadute ragionevolmente ravvicinate nel tempo, come quelli inerenti l’ottimizzazione dei rendimenti energetici o lo sviluppo di nuovi materiali per l’edilizia, ed altri che invece richiedono addirittura una rivoluzione tecnologica per poter produrre dei risultati concreti, come quelli relativi alle tecnologie dell’idrogeno. Le scelte, quindi, non sono facili ma il nuovo distretto rappresenta una grande opportunità per il Trentino.<br />
E’ compito di tutti gli attori coinvolti adoperarsi per sfruttarla al meglio.</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/sviluppo/'>sviluppo</a> Tagged: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/distretto-tecnologico/'>distretto tecnologico</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/habitech/'>habitech</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/rovereto/'>Rovereto</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1861/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1861&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Distretto</media:title>
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	</item>
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		<title>Il DIMTI alla Notte dei Ricercatori!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 21:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Boom di affluenza stasera in Piazza Duomo a Trento alla Notte dei Ricercatori! Grande successo, dobbiamo dirlo, di partecipazione ed entusiasmo! Anche il DIMTI ha fatto la sua parte con due apprezzatissime dimostrazioni: SMART MATERIALS &#8211; anche i materiali sono intelligenti &#38; SUPERFICI PREZIOSE &#8211; la &#8220;pelle&#8221; del design. Sotto la sapiente guida di Caterina [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1896&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1916" title="Locandina" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/locandina.jpg?w=224&#038;h=300" alt="" width="224" height="300" /></a>Boom di affluenza stasera in Piazza Duomo a Trento alla Notte dei Ricercatori! Grande successo, dobbiamo dirlo, di partecipazione ed entusiasmo!</em></p>
<p><em>Anche il DIMTI ha fatto la sua parte con due apprezzatissime dimostrazioni: SMART MATERIALS &#8211; anche i materiali sono intelligenti &amp; SUPERFICI PREZIOSE &#8211; la &#8220;pelle&#8221; del design.</em></p>
<p><em>Sotto la sapiente guida di Caterina e Stefano (Rossi..), grandi e piccini hanno vissuto l&#8217;esperienza del designer per una sera: creazione manuale su lamina in acciaio e sviluppo cromatico mediante ramatura elettrolitica: un successone! Più di 300 lamine esaurite (e consegnate all&#8217;autore) prima delle 11!</em></p>
<p><em>Diego &amp; Stafano (che nulla hanno da invidiare a coppie ben più famose &#8211; vedasi foto) hanno deliziato i numerosi astanti con le magie dei materiali intelligenti, capaci anche di estrarre energia dal ghiaccio.</em></p>
<p><em>Per non dire dell&#8217;angolo dei dottorandi, con numerose esposizioni, compresa l&#8217;avventura dei polimeri capaci, anche loro, di aver memoria della loro forma.<br />
</em></p>
<p><em>Insomma, il &#8220;Materials Corner&#8221; del DIMTI ha fatto la sua figura, e le foto qui riportate in anteprima ne sono la dimostrazione.</em></p>
<div id="attachment_1931" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/polimeriintelligenti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1931" title="PolimeriIntelligenti" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/polimeriintelligenti.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Polimeri intelligenti</p></div>
<div id="attachment_1930" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/ilguru1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1930" title="IlGuru" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/ilguru1.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Il maestro</p></div>
<div id="attachment_1929" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/giovaniricercatori.jpg"><img class="size-medium wp-image-1929" title="GiovaniRicercatori" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/giovaniricercatori.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Giovani ricercatori</p></div>
<div id="attachment_1928" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/piccolidesigners1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1928" title="PiccoliDesigners" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/piccolidesigners1.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Piccoli designers crescono</p></div>
<div id="attachment_1924" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/preparativi1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1924" title="Preparativi" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/preparativi1.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">I preparativi del Materials Corner.</p></div>
<div id="attachment_1925" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/affluenza1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1925" title="Affluenza" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/affluenza1.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Grande affluenza fin dall&#039;inizio</p></div>
<div id="attachment_1926" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/stefanodiego1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1926" title="Stefano&amp;Diego" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/stefanodiego1.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Stefano &amp; DIego</p></div>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/societa/'>società</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/sviluppo/'>sviluppo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1896/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1896&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Preparativi</media:title>
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		<title>Ascoltiamo Boldrin!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 10:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo blog non tratta di politica. Tratta tuttavia di molti aspetti che toccano la vita dei cittadini (non solo trentini..) come la ricerca scientifica e tecnologica, lo sviluppo economico e sociale, l&#8217;università e così via. Viviamo, lo sappiamo bene, una fase critica della nostra storia, dove molto del benessere che oggi godiamo è messo in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1891&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/cioccolatinijpg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1908" title="Cioccolatini,jpg" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/cioccolatinijpg.jpg?w=151&#038;h=107" alt="" width="151" height="107" /></a><em>Questo blog non tratta di politica. Tratta tuttavia di molti aspetti che toccano la vita dei cittadini (non solo trentini..) come la ricerca scientifica e tecnologica, lo sviluppo economico e sociale, l&#8217;università e così via.<br />
Viviamo, lo sappiamo bene, una fase critica della nostra storia, dove molto del benessere che oggi godiamo è messo in discussione.<br />
Consiglio dunque fortemente di ascoltare le parole, le indicazioni e i consigli del prof. Boldrin, Direttore del Dipartimento di Economia della Washington University (un cervello in fuga..), apprezzato blogger di NoiseFromAmerika.org (si vedano i link consigliati) e editorialista del Fatto Quotidiano. <a href="http://www.oilproject.org/lezione/le-tue-domande-sulla-crisi-economica-risponde-in-diretta-michele-boldrin-1382.html">Qui</a> si può seguire una sua recente &#8220;lezione&#8221; che cerca di rispondere a numerosi interrogativi pressanti di estrema attualità.<br />
Mi auguro che molti la seguano, compresi i politici.</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/societa/'>società</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/sviluppo/'>sviluppo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1891/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1891&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Efficienza: obiettivo inderogabile</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 07:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Angela]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche anno nell’agenda politica e mediatica risuonano con sempre maggiore frequenza i termini “concorrenza”, “innovazione” e “meritocrazia”. Un termine ancora poco gettonato ma che penso &#8211; e mi auguro &#8211; si aggiungerà presto a tutti questi è: “efficienza”. In effetti, in modo ancora sommesso già da qualche tempo si sente parlare di efficienza in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1841&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/angela.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1870" title="Angela" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/09/angela.jpg" alt="" width="167" height="253" /></a>Da qualche anno nell’agenda politica e mediatica risuonano con sempre maggiore frequenza i termini “concorrenza”, “innovazione” e “meritocrazia”. Un termine ancora poco gettonato ma che penso &#8211; e mi auguro &#8211; si aggiungerà presto a tutti questi è: “efficienza”.<br />
In effetti, in modo ancora sommesso già da qualche tempo si sente parlare di efficienza in un contesto ben delimitato: quello del risparmio energetico. Tutti noi sappiamo quanto importante sia l’energia in ogni nostra attività e quanto costi produrla ed acquistarla, sia dal punto di vista finanziario che ambientale. Ma tranne che in alcuni particolari periodi, come durante la distribuzione gratuita delle lampadine fluorescenti (<a href="http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/01/20/lo-strano-caso-delle-lampadine-fluorescenti/">ricordate?</a>), di efficienza nell’uso dell’energia si parla sempre poco. L’ultimo libro di Piero Angela (dal titolo un po’ provocatorio: “Perché dobbiamo fare più figli”) illustra con chiarezza perché saremmo invece costretti &#8211; in un futuro neanche tanto lontano &#8211; a parlare più frequentemente di efficienza. E non solo di efficienza energetica: anche di efficienza nella produzione industriale e dei servizi, nella ricerca scientifica e tecnologica, nell’istruzione. In poche parole, in tutte le attività che caratterizzano il nostro sistema sociale.<br />
Angela, infatti, illustra bene ciò che numerosi demografi ed esperti di statistica stanno denunciando da tempo: il numero di italiani in età lavorativa sta diminuendo e sta invece aumentando il numero dei pensionati. I dati sono evidenti: nel 1951 c’erano in Italia 8 anziani (oltre 65 anni) ogni 100 abitanti; oggi sono 20. E nel 2020 il rapporto tra lavoratori e pensionati sarà 1 a 1, vale a dire che ogni lavoratore dovrà farsi carico anche del costo di una persona in pensione. Certo, l’immigrazione (in un quadro di accoglienza correttamente gestita) potrà parzialmente compensare questo sbilanciamento, ma è evidente che sarà necessario aumentare l’efficienza in ogni settore produttivo per poter soddisfare i bisogni di tutti: bisognerà utilizzare al meglio l’energia disponibile e produrre gli stessi beni di oggi in modo migliore (cioè più velocemente e con minori costi).<br />
Anche in Trentino, il termine “efficienza” non potrà più essere solo patrimonio di tecnici e ingegneri ma dovrà diventare – un po’ alla volta – una parola d’ordine per tutti, coniugandosi proprio con “concorrenza”, “innovazione” e “meritocrazia”, che sono gli strumenti per creare efficienza in ogni nostra attività.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 27 maggio 2008)</p>
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		<title>Il servizio ai clienti</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 11:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il turismo è uno dei pilastri dell’economia trentina e tutti sono d’accordo sulla necessità di incrementare sempre più la competitività e l’attrattività delle nostre strutture ricettive (si vedano, ad esempio, gli sforzi per il rilancio del Bondone). Ma c’è un aspetto al quale non si presta mai abbastanza attenzione, ossia la necessità di incrementare anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1859&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il turismo è uno dei pilastri dell’economia trentina e tutti sono d’accordo sulla necessità di incrementare sempre più la competitività e l’attrattività delle nostre strutture ricettive (si vedano, ad esempio, gli sforzi per il rilancio del Bondone). Ma c’è un aspetto al quale non si presta mai abbastanza attenzione, ossia la necessità di incrementare anche la qualità del servizio e dell’assistenza ai clienti.</p>
<p>Per noi italiani questo tema è &#8211; dobbiamo ammetterlo &#8211; un po’ ostico. Lo ha spiegato Beppe Severgnini con la sua nota sagacia nel libro “La testa degli italiani”, laddove descrive il caso emblematico dell’hostess dell’Alitalia pronta ad intervenire a risolvere un’emergenza speciale ma distaccata nel servire il cliente nelle necessità di routine. Certo, in talune situazioni la capacità tutta italiana di fronteggiare le emergenze è una risorsa decisiva ma nella maggioranza dei casi la negligenza e la trascuratezza nei servizi offerti infastidisce notevolmente i consumatori e decreta l’insuccesso di un prodotto (Alitalia docet).</p>
<p>Il grado di soddisfazione dei clienti che usuifruiscono delle strutture turistiche trentine è generalmente elevato, anche se questa tendenza italiana di considerare la qualità del servizio un fattore economico secondario non mi pare sia stata completamente superata neppure da noi. Mi ha molto colpito la vicenda di due amici bolzanini le cui aspettative, quest’estate, sono state largamente disattese da un hotel trentino a quattro stelle. E non è l’unico esempio di cui ho esperienza diretta. Certo, pochi casi non fanno statistica; ma è indubbio che a punte di assoluta eccellenza si affianchino, anche in Trentino, situazioni di debolezza che appannano un po’ l’immagine generale.</p>
<p>Sono convinto che nel settore del turismo &#8211; così come in altri settori economici dove l’assistenza e la cura del cliente rivestono un ruolo decisivo &#8211; si potrebbero raggiungere notevoli miglioramenti se venisse superata una diffusa mentalità incentrata sull’ottenimento di vantaggi nel breve periodo piuttosto che su una progettualità a lungo termine, nonché su un atteggiamento che induce molti operatori a confezionare il prodotto seguendo le proprie convinzioni piuttosto che a mettersi al servizio delle esigenze dei consumatori. Esigenze che, tra l’altro, sono in continuo cambiamento e vanno quindi studiate e interpretate. In tempi economicamente difficili, come quelli odierni, non basta non deludere il cliente: è necessario stupirlo, servendogli quello che desidera di più o, addirittura, anticipandone i gusti.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 25 agosto 2011)</p>
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		<title>Sul testamento biologico</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 08:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe un peccato se la discussione sul testamento biologico e la legge recentemente approvata diventassero uno scontro ideologico tra chi vuole salvaguardare a tutti i costi la sacralità della vita, e chi invece vuole difendere l’estrema libertà di decidere sulla fine della propria vita nel nome della difesa della sua qualità. Un dibattito bloccato su [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1833&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe un p<a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/08/firma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1844" title="Firma" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/08/firma.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a>eccato se la discussione sul testamento biologico e la legge recentemente approvata diventassero uno scontro ideologico tra chi vuole salvaguardare a tutti i costi la sacralità della vita, e chi invece vuole difendere l’estrema libertà di decidere sulla fine della propria vita nel nome della difesa della sua qualità. Un dibattito bloccato su posizioni fisse e contrapposte, infatti, finirebbe per mettere in secondo piano alcuni aspetti critici che dovrebbero invece essere tenuti in alta considerazione, vista la delicatezza del tema.</p>
<p>E’ evidente che il testamento biologico si accorda perfettamente con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nella quale si afferma che ogni intervento sanitario deve essere fatto col consenso dell’interessato. Ognuno, pertanto, dev’essere libero di rifiutare le terapie se le considera un accanimento inutile. L’intera tematica, tuttavia, presenta un sottile pericolo che solo un dibattito consapevole può evidenziare e contribuire a mitigare. Mi riferisco al fenomeno, ben studiato dalle scienze cognitive e neurologiche, secondo cui le persone sane sono in genere erroneamente convinte che la qualità della vita delle persone con gravi handicap, come i non-vedenti o le persone totalmente immobilizzate, sia estremamente bassa, caratterizzata da panico e sofferenze estreme. In realtà numerosi studi &#8211; molti condotti da Niels Birbaumer, già docente presso l’Università di Trento &#8211; mostrano come i malati completamente paralizzati (ad esempio le persone che hanno subito traumi neurologici, ictus o degenerazioni del morbo di Parkinson e di Gehrig) possono senz’altro soffrire di disturbi psicologici ma raramente di forte depressione clinica. In genere i pazienti con malattie neurologiche inguaribili tendono a raggiungere una sostanziale tranquillità dopo i primi terribili mesi seguenti il trauma, e la loro qualità della vita e volontà di vivere &#8211; afferma il prof. Birbaumer &#8211; possono essere “analoghe a quelle delle persone sane”, purchè l’ammalato “mantenga la comunicazione con un ambiente sociale” e “ne fruisca a livello psicologico, intellettuale ed emotivo”. Molti forse ricorderanno il giornalista Bauby, rimasto completamente paralizzato dopo un ictus. Muovendo solo una palpebra ha raccontato la sua vicenda nel libro “Lo scafandro e la farfalla” e, in un’intervista rilasciata prima di morire, ha dichiarato: “anche l’immobilità è fonte di gioia”.</p>
<p>E’ pertanto evidente quanto sia pericoloso mantenere il dibattito sulla sola contrapposizione ideologica e non focalizzarlo anche sulle dinamiche cognitive appena delineate. Il rischio è di accettare e perpetuare solamente la visione che “naturalmente” tendono a sviluppare le persone sane, che si riflette bene nel mito della qualità della vita, per cui una vita cosciente ma rinchiusa in un corpo-scafandro o sostenuta con sondini o altre apparecchiature (e quindi priva delle vacanze al mare, lo shopping, il tennis e così via) sia poco degna di essere vissuta. Al contrario, il dibattito sul testamento biologico &#8211; che continuerà, ne siamo certi, ancora a lungo &#8211; dovrebbe fare emergere anche la visione del malato che nella maggior parte dei casi (tranne evidentemente situazioni estreme, di pazienti con forti dolori e depressioni profonde) ritiene che pure una vita immobile possa essere comunque serena e pacificata, se vissuta in un ambiente stimolante e coinvolgente.</p>
<p>(tratto dal <em>Corriere del Trentino</em> del 11 marzo 2009)</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/societa/'>società</a> Tagged: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/tag/testamento-biologico/'>testamento biologico</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1833/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1833&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Cattedra 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 12:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[scienza&fede]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco &#8211; in anteprima -  i temi degli incontro della Cattedra del Confronto 2012, organizzata dall’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi di Trento. Il filo conduttore dei tre incontri sarà: “Le sfide dell’esistenza”. Gli incontri &#8211; come sempre &#8211; si terranno alla sera, fra le 20.45 e le 23.00, alla Sala della Cooperazione di Trento. Primo incontro: Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1821&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/08/cattedra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1835" title="Cattedra" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/08/cattedra.jpg?w=300&#038;h=201" alt="" width="300" height="201" /></a>Ecco &#8211; in anteprima -  i temi degli incontro della Cattedra del Confronto 2012, organizzata dall’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi di Trento.<br />
Il filo conduttore dei tre incontri sarà: “<em>Le sfide dell’esistenza</em>”. Gli incontri &#8211; come sempre &#8211; si terranno alla sera, fra le 20.45 e le 23.00, alla Sala della Cooperazione di Trento.</p>
<p>Primo incontro: <strong>Il dolore</strong> (martedì 13 marzo 2012):<br />
- Si confronteranno Salvatore Natoli e Michael David Semeraro</p>
<p>Secondo incontro: <strong>La felicità</strong> (mercoledì 28 marzo 2012):<br />
- Si confronteranno Michela Murgia e Benedetta Selene Zorzi</p>
<p>Terzo incontro: <strong>La morte</strong> (mercoledì 18 aprile 2012):<br />
- Si confronteranno Sergio Givone e Giuseppe Laras</p>
<p><a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/triveneto/trento/00025978_Cattedra_del_Confronto.html">Questa</a> è la pagina del sito diocesano dedicata alla Cattedra del Confronto e <a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/s2magazine/index1.jsp?idPagina=32267">questa</a> è la pagina in cui si trovano gli interventi audio della Cattedra 2011.</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/cultura/'>cultura</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/scienzafede/'>scienza&amp;fede</a>, <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/societa/'>società</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1821/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1821&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una politica energetica</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 09:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovannistraffelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i numerosi temi &#8220;urgenti&#8221; discussi al recente Festival dell&#8217;Economia di Trento, c&#8217;è stato anche quello dell’approvvigionamento energetico e, in particolare, della necessità di contenere la nostra dipendenza energetica dall’estero. Cosa può fare ogni singolo territorio per affrontare questo problema? Mentre gli interventi di lungo periodo, riguardanti la diversificazione delle fonti energetiche, sono compito dallo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1599&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/06/teleriscaldamento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1754" title="Teleriscaldamento" src="http://giovannistraffelini.files.wordpress.com/2011/06/teleriscaldamento.jpg?w=300&#038;h=175" alt="" width="300" height="175" /></a>Tra i numerosi temi &#8220;urgenti&#8221; discussi al recente Festival dell&#8217;Economia di Trento, c&#8217;è stato anche quello dell’approvvigionamento energetico e, in particolare, della necessità di contenere la nostra dipendenza energetica dall’estero. Cosa può fare ogni singolo territorio per affrontare questo problema?</p>
<p>Mentre gli interventi di lungo periodo, riguardanti la diversificazione delle fonti energetiche, sono compito dallo Stato, e quelli di breve periodo, come la riduzione della temperatura degli appartamenti, sono semplici azioni da realizzarsi a livello di gestione famigliare o condominiale, le amministrazioni locali possono svolgere un ruolo di primo piano favorendo gli interventi di medio periodo, che richiedono alcuni anni per diventare efficaci. Tra questi tipi d’intervento ce ne sono due particolarmente promettenti: il teleriscaldamento e l’isolazione termica degli edifici.</p>
<p>Il <strong>teleriscaldamento</strong> è molto diffuso nelle regioni fredde, come il nord Europa, ed è apprezzato sempre più anche in Italia. Ha cominciato Brescia dopo la crisi energetica degli anni settanta ed ora sono attivi impianti in molte altre città, come Torino e Verona. Col teleriscaldamento viene utilizzato il calore residuo di centrali di produzione dell’energia o il calore prodotto dalla combustione di biomasse &#8211; come scarti di legna &#8211; e rifiuti urbani, per produrre acqua calda che viene distribuita ai termosifoni delle abitazioni. A Brescia, ad esempio, in questo modo è riscaldato il 60% degli edifici cittadini, riducendo così di molto la dipendenza della città dalle forniture di metano.<br />
Con il miglioramento dell’<strong>isolazione termica degli edifici</strong> si possono, invece, ridurre in modo considerevole i consumi di combustibile. Si pensi che negli edifici italiani si consumano, per il riscaldamento, 200-300 kWh/m2 all’anno, mentre negli edifici in stati del nord Europa dove c’è attenzione al risparmio energetico, il consumo è 4 o 5 volte inferiore. Per favorire una progettazione termicamente efficiente degli edifici è chiaramente necessario introdurre delle specifiche norme provinciali, come la certificazione energetica degli edifici già adottata in provincia di Bolzano. Con la certificazione i maggiori costi di investimento iniziali, che oggi frenano questo tipo di interventi, sono compensati dai risparmi realizzati e dall’incremento del valore dell’immobile.</p>
<p>Poiché la diversificazione delle risorse energetiche potrebbe richiedere, in Italia, tempi troppo lunghi, è importante che le amministrazioni locali affrontino di petto il problema energetico con efficaci interventi sul medio periodo, cominciando con il teleriscaldamento ed il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici.</p>
<p>(dal <em>Corriere del Trentino</em> del 8 febbraio 2006)</p>
<br />Filed under: <a href='http://giovannistraffelini.wordpress.com/category/energia/'>energia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovannistraffelini.wordpress.com/1599/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovannistraffelini.wordpress.com&amp;blog=9876679&amp;post=1599&amp;subd=giovannistraffelini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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