Giovanni Straffelini's Blog

Riflessioni su società, ambiente, scienza.

Il design che viaggia

di Stefano Rossi

Viaggiare, muoversi, spostarsi… sono attività al centro della nostra vita. Viaggiamo per lavoro, per vacanza, per incontrare persone, per scoprire nuovi posti e località, per soddisfare la fame di cultura o la necessità di relax; e viaggiamo anche solo per il gusto di non rimanere fermi nello stesso posto. Passiamo una buona parte del nostro tempo in viaggio.

Per questo richiediamo mezzi di trasporto sempre più rapidi e, allo stesso tempo, capaci di farci passare il tempo in modo poco faticoso e, semmai, proficuo. L’ambiente del viaggio deve essere dunque accogliente, comodo; deve saper soddisfare le nostre richieste, anche quelle più disparate.

Il mondo del viaggio non si esaurisce certo ai mezzi di trasporto, ma spazia dagli oggetti “da viaggio” che ci portiamo appresso, compreso più “semplice” mezzo che ci permette di muoverci come le scarpe…, agli oggetti che poi ci ricorderanno il viaggio.

Sicuramente i materiali e le tecnologie permettono di costruire mezzi di trasporto sempre più veloci e performanti. Permettono inoltre di concretizzare la creatività dei progettisti considerando importanti aspetti quali l’ergonomia, l’igiene, la sicurezza, la facilità di trasporto. Senza dimenticare la sempre più impellente richiesta di un uso consapevole delle risorse e dell’energia nel rispetto dell’ambiente.

Questa è quindi la tematica del 3° Materials – Design Workshop dal titolo “Il design che viaggia …. L’importanza del buon design nella mobilità” – 22 maggio, ore 9.0, Facoltà di Ingegneria di Trento (Mesiano).

Incentrata sul viaggio e i diversi paradigmi collegabili: mezzi di trasporto, oggetti che ci seguono in viaggio, oggetti o marchi legati al mondo del viaggiare, reale o figurato. Lo scopo di questo, ormai tradizionale incontro, è quello di creare un ponte di dialogo tra la tecnica e la percezione, tra l’ingegnere e il designer, far incontrare idee, pareri, prodotti per contaminare, ibridare e rompere gli schemi.

Programma:

9.00 - Registrazione
9.15 - Stefano Rossi ”Breve introduzione alla giornata” 
9.30 - Gianfranco Pizzuto ”L’auto elettrica sposa il lusso”
10.00 - Thomas Pichler ”Il futuro della mobilità urbana: Cable Liner di Venezia, Las Vegas …”
10.30 - Lorenzo Delladio ”Muoversi a piedi: la sostenibilità assoluta”
11.00  Pausa Caffè
11.20 - Andreas Muigg ”Product development impacted by performance, ergonomics and design”
11.50 - Alberto Fumagalli “Il revamping: l’innovazione che parte dal passato”
12.20  Chiusura dei lavori

La partecipazione è gratuita.
Si prega di confermare l’iscrizione via mail a giovanna.carla@ing.unitn.it oppure via fax al n. 0461-281977 entro l’11 maggio 2012.

12 maggio 2012 Pubblicato da | trasporti, Università | 3 commenti

DIMTI News: marzo 2012!

E’ uscito il nuovo numero del DIMTI News!

Su questo numero il Direttore, prof. Migliaresi, illustra come sta traghettando il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e Tecnologie Industriali (DIMTI) verso la nuova sede di Povo. Il DIMTI farà parte, infatti, del Polo Scientifico-Tecnologico “Ferrari” di Povo, dove troverà nuovi spazi per i suoi laboratori nell’area industriale.

Il numero è arricchito da due schede tecniche che illustrano due esempi di attività del DIMTI svolte in ambito industriale in sinergia con ricercatori di altri dipartimenti.

Infine, oltre alle consuete rubriche, è riportata la testimonianza di Walter Bonani che ha conseguito il doppio dottorato in una prestigiosa Università statunitense: l’Università del Colorado a Boulder.

Buona lettura!

Il numero è scaricabile qui: Dimti News-marzo 12

9 aprile 2012 Pubblicato da | Università | Lascia un commento

La ricerca sotto esame

In Inghilterra è chiamato Rae: è il sistema di valutazione della ricerca universitaria, e dai suoi risultati dipende il finanziamento pubblico degli Atenei inglesi. In Italia questo sistema di valutazione si è chiamato Civr per un po’, e ora si chiama Anvur. Nelle intenzioni del Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica, anche la ricerca universitaria italiana dovrà essere finanziata (almeno in parte) sulla base di questa procedura valutativa, così da favorire le università più meritevoli ed aumentare la produttività scientifica di tutte le strutture di ricerca.

Con il Civr, per la prima volta esperti italiani e stranieri hanno valutato i “prodotti” della ricerca delle Università italiane (articoli scientifici, libri, brevetti, prototipi), e per ogni area tematica hanno stilato la graduatoria delle migliori “strutture” di ricerca. Tra le strutture dell’Università di Trento, tutte di medie o piccole dimensioni, solo una ha ricevuto una valutazione sotto la media nazionale, a conferma dell’ottima capacità di ricerca dell’Ateneo trentino. Certo, va anche detto che solo un’area aveva raggiunto il podio, e questo ha ingenerato qualche delusione tra i docenti e gli organi d’informazione, abituati da anni a vedere le Facoltà dell’Ateneo trentino ai primissimi posti della classifica Censis, stilata considerando, oltre alla capacità di ricerca, anche il profilo dei docenti, l’abilità nella didattica e i rapporti internazionali.

I risultati della valutazione Civr hanno quindi stimolato i docenti universitari ad interrogarsi sui motivi dei successi e degli insuccessi e – sebbene alcuni abbiano criticato il meccanismo di valutazione, sicuramente da perfezionare – il mondo universitario è stato costretto a mettersi in discussione e a ragionare in termini meritocratici anche per quanto riguarda le proprie attività. E’ stata una piccola ma salutare rivoluzione.

Poiché una parte non trascurabile della ricerca in Italia è realizzata nelle università, è evidente che la competizione fra i diversi Atenei costituisce la base per incrementare la competitività dell’intero sistema economico italiano. L’auspicio è quindi che il nuovo sistema Anvur, che sta entrando finalmente in funzione, promuova con forza i criteri meritocratici nel mondo accademico; affinché sia realmente efficace è naturalmente necessario che venga collegato al sistema di ripartizione dei finanziamenti, in modo da premiare chi produce risultati e non chi si ferma alle buone intenzioni o agli annunci roboanti.

(aggiornato da un edit sul Corriere del Trentino del 21 aprile 2006)

11 febbraio 2012 Pubblicato da | Università | 2 commenti

   

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