Piscine sostenibili
Estate. Il giornale oggi ci racconta delle piscine, un “accessorio” popolare. Una, da 45mila Euro, ha un rivestimento nero che dona un blu profondo all’acqua. Noi, con ancora in testa le raccomandazioni dei referendum, siamo un po’ costernati: le piscine, si sa, consumano e sprecano tanta acqua, ma tanta! Perchè pubblicizzare le piscine con così tanta enfasi? Ma poi il giornalista ci rassicura: piccolo – oltre al prezzo (!) – è anche il consumo di anidride carbonica emessa durante la produzione dei materiali utilizzati e del trasporto. E tiriamo un grosso sospiro di sollievo.
Acqua e retorica
Padre Alex Zanotelli – tra le altre cose – è il paladino difensore dell’acqua. “L’acqua è sacra, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla terra”, scrive, e fin qui siamo d’accordo. “L’acqua è un bene di non rilevanza economica”, continua, e “dobbiamo togliere il profitto dall’acqua”.
Mmh.. e come la mettiamo con le opere di invaso, gli acquedotti, le purificazioni? Con tutto il lavoro che porta l’acqua in ogni casa?
La privatizzazione non è dell’acqua (quanti malintesi! le faglie non diventano private così che l’acqua è poi distribuita in bottiglie come pensano in tanti!), ma della gestione degli acquedotti.
“Non possiamo accettare la legge Ronchi che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica”, scrive sempre Zanotelli. Ma la prima tappa verso il riconoscimento dell’acqua come diritto umano è stata la Dichiarazione ONU di Dublino del 1992 che – tra le altre cose – ha stabilito che l’acqua deve essere riconosciuta come bene economico, proprio perchè ha un valore fondamentale per le persone e quindi va gestita nel modo migliore possibile.
Inquinamento espresso
“I drammatici risultati del progetto Sentieri” riportati da Repubblica e relativi ai “luoghi d’Italia dove si muore di più” per l’inquinamento, in realtà confermano la difficoltà a condurre studi epidemiologici capaci di dare risultati affidabili.
Non ho ancora letto i risultati del progetto Sentieri ma la sintesi riportata da Repubblica è condensabile in tre punti:
1) in alcuni siti con inquinamento da amianto, la correlazione con la mortalità per mesotelioma pleurico è confermata “su basi scientifiche” (immagino significhi: in modo statisticamente significativo); gli effetti negativi delle fibre di amianto sono – in effetti – ormai consolidati;
2) in altri casi il nesso causale è solo sospettato;
3) in altri siti ancora la mortalità è inferiore alle attese; questo risultato ricorda quello del più importante studio statunitense sull’effetto delle polveri sottili che in alcune città evidenziava una correlazione inversa: più polveri = più salute.
Insomma, avere risultati significativi quando i campioni (cioè i siti) realmente confrontabili sono pochi e di piccole dimensioni è oltremodo difficile. I titoli roboanti e le frasi ad effetto sarebbero da evitare.
Bauman liquido
Non è vero che Zygmunt Bauman ha una sola dote, come dichiarato da Enzo Bianchi alla recente Cattedra del Confronto: quella di indovinare i titoli dei suoi libri (Amore liquido, Vita liquida, Paura liquida).
Ne ha almeno un’altra: quella di saper convincere gli organizzatori del Festival dell’Economia di Trento ad invitarlo così spesso. Che anche l’economia sia liquida?


