Giovanni Straffelini's Blog

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Polveri: ora interventi mirati

Da un paio d’anni il problema delle polveri sottili è diventato meno urgente, se ne parla meno che nel recente passato. Ciò è dovuto all’effettivo calo del livello di inquinamento dell’aria in tutta la provincia, tanto che oggi le prescrizioni europee sono sostanzialmente rispettate. Tuttavia non è il momento di abbassare la guardia ma semmai di approntare interventi più mirati.

I dati dell’agenzia provinciale per l’ambiente (Appa) sono chiari: dal 2006 ad oggi il numero di sforamenti annuali della soglia giornaliera di 50 microgrammi al metrocubo è in diminuzione, e da un paio d’anni è inferiore al valore limite di 35. Con ogni probabilità cominciano a farsi sentire gli effetti di una serie di interventi strutturali di largo respiro, come il rinnovo del parco macchine e la realizzazione di alcune infrastrutture viarie che hanno spostato il traffico lontano dai centri cittadini. Ma se la situazione generale è mediamente migliorata, continuano a permanere specifiche situazioni di criticità. Vediamone alcune.

Una prima situazione critica emerge proprio dai dati dell’Appa, i quali confermano come i mesi con maggiore inquinamento siano quelli invernali quando le emissioni dalle caldaie dei riscaldamenti coprono la fetta maggiore delle emissioni totali. Per cui sono da continuare e migliorare le politiche che prevedono il controllo del funzionamento delle caldaie e la riduzione delle temperature negli edifici. Quelli pubblici hanno già iniziato a dare il buon esempio ma è necessario perseverare in questa direzione e promuovere riduzioni ancora più diffuse. Una seconda criticità deriva dal fatto che più vulnerabili all’inquinamento da polveri sottili sono i bambini. E’ quindi necessario rivolgere un’attenzione specifica ai bambini che si recano a scuola: individuando percorsi pedonali lontani dal traffico, o predisponendo interventi di pulizia delle strade presso lo scuole, dato che gran parte dell’inquinamento vicino ai marciapiedi proviene dal risollevamento delle polveri dal manto stradale. Inoltre, come è noto, l’inquinamento è sovente maggiore nei locali interni degli edifici che all’aperto; per cui è auspicabile intervenire anche dentro le scuole. Non so se la qualità dell’aria nelle scuole trentine è monitorata, ma uno studio europeo (la ricerca pilota Hese) ha evidenziato come nel 78% delle scuole controllate il livello di polveri sottili fosse superiore ai limiti, e che anche per gli altri inquinanti le cose non andassero meglio. Poiché l’esposizione prolungata può innescare effetti negativi sulla salute degli scolari, è necessario usare la massima attenzione e pedisporre adeguati sistemi di controllo delle ventilazione delle aule.

Il piano provinciale approntato per quest’inverno – e pertito il primo di novembre – prevede una stretta sui veicoli diesel senza filtro antiparticolato, e contiene anche indicazioni che aprono la strada a specifici interventi mirati. Se il trend generale di calo dell’inquinamento dell’aria è confermato, penso sia opportuno privilegiare i provvedimenti capaci di far fronte in profondità a specifiche situazioni critiche; qui ho riportato solo alcuni esempi, tra quelli da considerare per primi.

(dal Corriere del Trentino del 10 novembre 2011)

10 gennaio 2012 Pubblicato da | polveri sottili | , | 1 commento

   

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