Giovanni Straffelini's Blog

Riflessioni su società, ambiente, scienza.

Sanità: serve più eccellenza

Rendering del nuovo ospedale di Trento.

Le classifiche del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia pongono spesso Trento in un’invidiata prima posizione. Tra i vari indicatori considerati, tuttavia, ce ne sono alcuni che vedono la città nelle retrovie: spicca, in particolare, quello relativo alla sanità, che posiziona Trento oltre al 90° posto. Vale sicuramente la pena approfondire tale aspetto, viste anche le critiche che – da più parti – sono mosse alla sanità trentina (anche in vista della realizzazione di un nuovo ospedale).

Va innanzitutto sottolineato come sia difficile valutare il livello dell’assistenza sanitaria di un territorio, dato che i fattori in gioco sono numerosi: l’uso di indici semplificati, quindi, non può che dare una visione parziale. L’indice usato nelle ricerche del Sole 24 Ore è la quota di utenti che si rivolge a strutture sanitarie fuori provincia. L’idea è semplice: il servizio sanitario è migliore dove poche persone avvertono l’esigenza di rivolgersi altrove. Dai dati si evince che le nostre strutture appaiono solo mediamente attraenti, visto che una consistente fetta di trentini si rivolge a strutture extra-provinciali, per necessità o per la volontà di avvalersi di centri ospedalieri di eccellenza. La seconda ipotesi non va trascurata: diverse indagini – come quella realizzata nel 2005 dall’Ispo per il settimanale Panorama o quella di Corriere Salute – non riportano nelle loro classifiche alcuna struttura locale, tranne la cardiologia del Santa Chiara, 26esima nello studio Ispo.

Molti sondaggi diretti, tuttavia, evidenziano come i trentini siano sostanzialmente soddisfatti dell’assistenza sanitaria locale. Questa percezione è confermata da altri indici, come la speranza di vita alla nascita (che è alta in Trentino e nelle regioni del Nord Italia) o la percentuale di tagli cesarei eseguiti. Quest’ultimo indice è peraltro assai controverso e la sua significatività discutibile (non è considerato nelle ricerche del Sole 24Ore); esso è basato sull’idea che quanto più bassa è la percentuale di cesarei e tanto migliore è l’assistenza sanitaria, poiché – si ritiene – le procedure mediche nella struttura ospedaliera sono eseguite al meglio. Questa percentuale è intorno al 30% in Trentino: maggiore del valore considerato ottimale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (il 20%, al quale – in Italia – si avvicina solo Bolzano), ma ben inferiore alla media nazionale del 36%.

Per avere un quadro sufficientemente definito del livello della sanità di un territorio è dunque necessario incrociare le informazioni ottenute da valutazioni diverse. Confrontando gli indicatori qui considerati (sicuramente ancora non esaustivi), possiamo tentare la seguente conclusione: il livello generale di assistenza in Trentino è buono ma, visto anche il notevole supporto provinciale, sarebbe lecito attendersi una maggiore presenza di centri di eccellenza guidati da medici di particolare rilievo, che potrebbero dare visibilità a tutta la struttura sanitaria locale e stimolare l’aumento della qualità generale.

(dal Corriere del Trentino del 27 dicembre 2007)

2 gennaio 2012 Pubblicato da | società | | 1 commento

   

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.