Giovanni Straffelini's Blog

Riflessioni su società, ambiente, scienza.

Timori esagerati

La costruzione del termovalorizzatore in Trentino è ormai diventata una telenovela, con sempre nuovi protagonisti e continui colpi di scena. Le preoccupazioni, invece, sono sempre le stesse: l’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni dal camino. Questi timori, tuttavia, appaiono a mio giudizio esagerati visti i notevoli progressi raggiunti nelle tecnologie di trattamento delle emissioni, come mostrato anche da un recente documento del ministero tedesco per l’Ambiente che ha evidenziato come gli attuali termovalorizzatori “non sono più significativi in termini di emissioni di diossine, polveri sottili e metalli pesanti”.

Questo documento, datato settembre 2005, evidenzia come già nel 2000 i termovalorizzatori emettevano, in Germania, meno dell’uno percento della diossina totale emessa nell’ambiente, a conferma del loro ruolo trascurabile rispetto ad altre fonti come l’industria metallurgica e i riscaldamenti domestici. A questo proposito va anche sottolineato che una recente ricerca condotta al Politecnico di Milano ha mostrato come l’utilizzo delle migliori tecnologie di filtrazione permette di ridurre le emissioni di diossine a valori inferiori al contenuto di diossine nei rifiuti inceneriti; non è quindi sbagliato affermare che un termovalorizzatore dotato di opportuna tecnologia può comportarsi da “distruttore” di diossine. Le attuali tecnologie di filtrazione dei fumi permettono inoltre di ridurre al minimo le emissioni di polveri sottili (intorno a 1 mg/m3). Bruciando i rifiuti, inoltre, un termovalorizzatore produce energia elettrica e termica, che non deve quindi essere prodotta dalle centrali tradizionali. Siccome queste centrali sono più inquinanti, con i termovalorizzatori si riduce la quantità di polveri (e anche di metalli pesanti) emessa nell’ambiente. In Germania, ad esempio, grazie all’attività di 66 termovalorizzatori si evita l’emissione in ambiente di 5000 tonnellate di polveri all’anno, che non sono poche se si confrontano alle 171000 tonnellate di polveri totali emesse (soprattutto dal traffico e dagli impianti di riscaldamento, come ben noto).

Un’ultima osservazione riguarda l’emissione di CO2, che è un gas serra e che deve essere limitata in ottemperanza agli accordi del protocollo di Kyoto che anche l’Italia ha sottoscritto. Con l’incenerimento dei rifiuti si ha la produzione di CO2, ma anche nelle discariche si ha l’emissione di gas serra (il metano, che è molto più potente della CO2 per quanto riguarda l’effetto serra). L’incremento della termovalorizzazione dei rifiuti in Italia ha portato quindi ad una diminuzione delle emissioni di gas serra tra il 1990 ed il 2002 e il settore rifiuti è uno dei pochi che ha ottenuto questo risultato positivo.

Anche le associazioni ambientaliste sono sempre più favorevoli all’utilizzo dei termovalorizzatori (sono favorevoli Italia Nostra, il Wwf e Legambiente, come riportato recentemente da La Repubblica), a conferma che questa pratica di gestione dei rifiuti è oggi ritenuta adeguatamente pulita. Naturalmente non sono tutte rose e fiori, ma c’è da augurarsi che nel dibattito trentino trovino giusto spazio anche queste considerazioni, e che la gestione locale dei rifiuti venga chiusa con l’incenerimento invece di “chiuderla”, come si fa ora, trasportando i rifiuti – magari sotto falso nome… – nelle regioni vicine.

(da in editoriale sul Corriere del Trentino del 25 marzo 2006)

Rendering del nuovo inceneritore di Bolzano.

7 dicembre 2011 - Pubblicato da | ambiente, rifiuti

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