Una grande opportunità
Il distretto tecnologico di Rovereto.
Ripropongo un edit pubblicato sul Corriere del Trentino il 9 giugno 2006, che salutava una nuova importante iniziativa per il Trentino.
A che punto siamo 5 anni dopo?
Prima dell’estate verranno definite le caratteristiche operative ed i contenuti progettuali del nuovo “distretto tecnologico” che sta per nascere nella nostra provincia. Si tratta di un momento importante; se opportunamente strutturato, infatti, il nuovo distretto potrà portare una ventata di entusiasmo e d’innovazione in Trentino e proporsi quindi come un attore di primo piano per lo sviluppo industriale locale.
Il distretto tecnologico sarà incentrato sui temi dell’ambiente, del risparmio energetico e della bio-edilizia. Aggregherà industrie e centri di ricerca del nostro territorio con l’obiettivo di “fare sistema”, raggiungere cioè una massa critica che permetta di fronteggiare problemi comuni e, soprattutto, investire in progetti di ricerca e sviluppo. Per lo sviluppo tecnologico, infatti, la cooperazione tra le industrie e con gli enti di ricerca è una necessità, vista la ridotta dimensione della maggior parte delle realtà produttive italiane, che non possono permettersi numerosi ricercatori nei loro organici, né strutture di ricerca particolarmente all’avanguardia. Di questa necessità, tra gli altri, si è fatto portavoce recentemente anche Adriano Dalpez, presidente della camera di commercio, che vede nello scarso impegno delle industrie trentine e dell’ente pubblico nel campo dell’innovazione, nonché nella “scarsa propensione alla collaborazione tra aziende” alcuni dei fattori responsabili dell’attuale fase di stagnazione della nostra economia.
In quest’ottica, tuttavia, non va dimenticato che le realtà produttive trentine – industriali ed artigianali – operano principalmente con tecnologie consolidate piuttosto che con tecnologie d’avanguardia. E’ quindi auspicabile che i progetti del nuovo distretto trentino, almeno nei suoi primi anni di vita, si concentrino su temi che possano trovare un interesse abbastanza diffuso nel mondo economico provinciale e possano garantire ricadute sul mercato nel breve periodo, in modo da creare entusiasmo e partecipazione. Siano invece lasciati ad un secondo tempo, quando le potenzialità del distretto saranno ben definite, gli investimenti sui progetti più ambiziosi e con minori probabilità di successo. Il compito è sicuramente delicato, dato che le tematiche che caratterizzano il nuovo distretto tecnologico possono includere progetti con ricadute ragionevolmente ravvicinate nel tempo, come quelli inerenti l’ottimizzazione dei rendimenti energetici o lo sviluppo di nuovi materiali per l’edilizia, ed altri che invece richiedono addirittura una rivoluzione tecnologica per poter produrre dei risultati concreti, come quelli relativi alle tecnologie dell’idrogeno. Le scelte, quindi, non sono facili ma il nuovo distretto rappresenta una grande opportunità per il Trentino.
E’ compito di tutti gli attori coinvolti adoperarsi per sfruttarla al meglio.
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