Giovanni Straffelini's Blog

Riflessioni su società, ambiente, scienza.

Ingegneria e test di ingresso

L’ultimo rapporto CISIA raccoglie i risultati delle prove di ingresso alle facoltà di ingegneria italiane dell’ultimo triennio, e fornisce utili spunti di riflessione anche sul sistema formativo trentino.

Per iscriversi alla facoltà di ingegneria, come a molte altre facoltà, il diplomato della scuola media superiore è chiamato ad affrontare un test di ingresso, la cui finalità è peraltro principalmente orientativa. Il test è organizzato da un consorzio – il CISIA – ed è uniforme a livello nazionale. I risultati ottenuti permettono dunque di eseguire dei confronti con gli atenei di altre regioni italiane e ottenere così preziose informazioni. Certo l’indagine è limitata alla facoltà di ingegneria ma è lecito ritenere che il confronto con le altre regioni possa dare indicazioni in qualche misura di validità generale.

Un primo risultato di rilievo riguarda le note differenze Nord-Sud. I diplomati delle regioni del Sud conseguono voti medi maggiori di quelli delle regioni del Nord, ma il test CISIA ribalta la graduatoria. Non solo: il punteggio medio dei diplomati trentini/altoatesini che hanno partecipato al test CISIA locale è risultato il più alto in Italia: 29.5, contro, ad esempio, 23.1 dei diplomati pugliesi che hanno la media più elevata del voto di diploma; ciò dimostra come il livello di preparazione sia molto alto, anche se i voti alla maturità sono relativamente bassi. E questo risultato è confermato anche dalle ottime prestazioni che i diplomati del Trentino-Alto Adige registrano nei test eseguiti fuori regione.

Un secondo dato eclatante riguarda i risultati dei test dei diplomati provenienti da fuori regione. Al test CISIA svolto a Trento questi diplomati hanno conseguito il voto medio più elevato: 29.4. Ciò significa che alla facoltà di ingegneria di Trento intendono iscriversi, proveniendo da fuori regione, gli studenti mediamente più bravi, a conferma dell’accresciuta attrattività registrata negli ultimi anni dell’intero ateneo trentino, sospinto senza dubbio dai continui successi nelle diverse classifiche Censis sulle Università italiane.

I diplomati che vengono a studiare a Trento sono pertanto assai motivati (considerando anche i costi non indifferenti che devono sostenere per studiare lontano da casa), e si aggiungono ai diplomati locali con ottima preparazione di base. Pertanto, considerando l’elevata qualità dell’ateneo trentino si può ragionevolmente ritenere che i laureati locali siano di ottimo livello, e questa è una buona notizia anche per il tessuto economico e sociale locale. Possiamo rallegrarci di questi risultati? Naturalmente si, senza però nascondersi l’obiettivo che appare più impegnativo, che è quello di gestire al meglio questo capitale umano, creando un terreno fertile capace di stimolare la creatività e, perché no, anche l’imprenditorialità dei nostri laureati.

(dal Corriere del Trentino del 16 giugno 2011)

17 giugno 2011 Pubblicato da | cultura, società | 4 commenti

   

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