La cistite, questa (s)conosciuta
di Fabiana
C’è una malattia molto dolorosa che colpisce le donne e che mi pare un po’ trascurata dalla medicina tradizionale: la cistite. Anch’io ho sofferto di cistite e il mio ginecologo mi ha sempre prescritto gli antibiotici. Con poco successo, purtroppo: li ho presi per tanto tempo ma gli attacchi si sono sempre ripetuti puntualmente, ogni 3 settimane.
Di fronte all’inefficacia delle cure tradizionali mi sono rivolta all’omeopatia. Mi è stata prescritta una dieta specifica e una serie di medicine. Per una spesa non indifferente: 100 Euro al mese, tra un prodotto e l’altro. Risultati? Niente. Certo, servono tempi lunghi mi è stato detto. E io ho dato tempo al tempo, ma un paio di mesi di cure omeopatiche non hanno neanche allentato la morsa degli attacchi. Ovviamente ciò non dimostra l’inutilità dell’omeopatia; mostra però che – almeno nel mio caso – l’omeopatia non è servita (e mi ha fatto spendere tanti soldi per niente).
Poi mi sono decisa a navigare in internet, in cerca di informazioni e di esperienze condivise. E ho scoperto un nuovo principio attivo (il “d-mannosio”, uno zucchero) e un sito dedicato alla cistite: www.cistite.info (gestito da Rosanna di Bolzano). Qui molte donne raccontano le proprie esperienze e i tentativi di automedicazione, e il d-mannosio pare proprio funzionare. Io l’ho provato, seguendo la posologia consigliata, e da 6 mesi ormai non ho più attacchi di cistite. Ancora una volta: ciò non dimostra che questa cura è quella giusta; forse il mio è uno dei tanti casi fortunati descritti anche sul sito…
Gli attacchi di cistite fanno molto male. Spero di non sbagliarmi (me lo auguro e lo auguro di cuore a tutte le donne che soffrono di cistite), ma penso che la cura a base di d-mannosio sia quella giusta. Auspico che siano realizzati quanto prima i test clinici per verificarlo e che, se i risultati sono positivi, i farmaci a base di-mannosio siano recepiti dal sistema medico nazionale, così da diffonderli con i canali ufficiali e – perché no – ridurne anche il loro costo.
(lettera al Corriere del Trentino del 18 maggio 2010)



