Giovanni Straffelini's Blog

Riflessioni su società, ambiente, scienza.

L’anima secondo la scienza

n. 10 - 2009 (in vendita a Trento presso: "Artigianelli", "Centro Paolino", "La Rivisteria", "Benigni"; a Rovereto presso "Libreria Rosmini")

(una trattazione completa del tema è affrontata nel libro: “L’anima e i confini dell’umano“).
Il tema dell’anima, cioè della sua identificazione, origine e destinazione, è da sempre al centro della riflessione di filosofi e teologi, in quanto centrale nella comprensione dell’essenza della vita. Nella “Cattedra del Confronto” del 2009 è stata dedicata una giornata proprio a questo cruciale argomento.

Negli ultimi due secoli, le scoperte nel campo della della termodinamica, della biologia e delle scienze cognitive hanno portato nuova linfa alla riflessione, proponendo spunti di analisi che hanno condotto ad una vera e propria contrapposizione tra la visione filosofica/teologica e quella scientifica. Recentemente il dibattito sull’anima ha varcato i ristretti ambiti accademici e culturali per coinvolgere estesamente l’opinione pubblica, grazie alla pubblicazione del testo “L’anima e il suo destino”, del teologo Vito Mancuso, che ha riscosso un notevolissimo successo editoriale e anche molte critiche, sia dalla parte scientifica che quella teologica.

Il tema, ovviamente, non è nuovo. Già Aristotele e Tommaso d’Aquino avevano introdotto i concetti di anima vegetativa, sensitiva e intellettiva per indicare e qualificare il complesso sistema capace di gestire l’organizzazione vitale delle piante (le funzioni di nutrimento e di generazione), degli animali (capaci anche di avere sensazioni come il piacere, la paura o il dolore) e degli esseri umani (capaci anche del pensiero e di avere coscienza della propria natura). Tra gli scienziati, c’è chi parla precisamente di “gradi di possesso d’anima” o “di animatezza” per quantificare la diversa dimensione dell’anima negli esseri viventi e ravvisa una crescita passando dalle cellule fecondate verso i gradi sempre più elevati dello sviluppo. Qualcuno si chiede addirittura se tra le persone adulte non si abbiano diversi gradi di animatezza, ma il terreno è – evidentemente – scivoloso. Su questo piano ha invece meno tentennamenti il teologo Mancuso che non esita a introdurre l’idea di anima spirituale, capace di produrre “l’emozione dell’intelligenza” e quindi le vette creative nell’arte, la musica, il pensiero e la scienza; e l’idea di anima come spirito santo, quella degli uomini capaci solo del bene.

Sviluppando idee precedenti, il neuropsichiatra Tononi ha recentemente porposto la teoria del complesso cosciente. Secondo tale teoria l’anima è un sistema complesso, formato da molti elementi (le cellule del sistema neurale) integrati tra di loro e “ad elevata complessità”. Su tali basi anche Tononi può affermare che un “po’ di coscienza è presente un po’ dappertutto nella natura”. Ma nei batteri, nelle piante e nei funghi, mancando il cervello, “le opportunità di trovare complessi degni di questo nome sono assai remote”: l’anima è dunque “vegetativa”. In altri animali la possibilità “che ci siano complessi dignitosi aumentano”: l’anima è dunque “sensitiva”. Tra gli animali, i gatti, le scimmie e i cani sono forse quelli con un’anima sensitiva di livello più alto, vista la complessità del loro sistema talamocorticale. Pertanto, secondo la scienza l’anima è un epifenomeno, cioè un fenomeno emergente da un sistema complesso e ad alta complessità, costituito da unità elementari che ubbidiscono alle leggi della natura. E’ un po’ come un’immagine televisiva, tanto per fare un’analogia semplificata, che emerge da un sistema di diodi che si accendono o spengono sullo schermo; ogni diodo segue una precisa legge fisica ma non ha alcuna consapevolezza dell’immagine creata. Gli stati mentali che caratterizzano l’anima intellettiva non coincidono pertanto con gli stati fisici, cioè con le diverse configurazioni assunte del sistema nervoso, ma sono realizzati da essi e comunque ad essi intimamente collegati.

In questo contesto scientifico, c’è ancora spazio per un ente esterno, per Dio? La scienza ha inevitabilmente cancellato l’idea tradizionale di anima?

I libri e le trattazioni su questo tema non mancano certamente! La riflessione, qui appena impostata, continua qui. Il testo completo è sul numero 10/2009 della rivista “Il Margine”.

(tratto da “La questione dell’anima”, Il Margine, n° 10, 2009)

8 gennaio 2010 Pubblicato da | scienza, scienza&fede | , , , | 3 commenti

   

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