Giovanni Straffelini's Blog

Riflessioni su società, ambiente, scienza.

I rifiuti, una storia..

IMG_1723Per gran parte della sua storia, l’umanità non ha mai avuto problemi a liberarsi dei rifiuti: semplicemente li abbandonava dove erano prodotti.

Con la nascita delle città, tuttavia, le cose cominciarono a cambiare. Durante l’Impero Romano, a Roma i rifiuti erano un problema; essi venivano lanciati dalla finestra e poi ogni tanto raccolti e trasportati via con carri. Le abitudini non cambiarono nel Medioevo (tranne che i rifiuti venivano lanciati di notte ed i passanti dovevano segnalare la loro presenza agitando una torcia). La pulizia delle strade era realizzata solo nei momenti importanti, in occasione della visita di una personalità politica o religiosa. La situazione migliorò nel Settecento e nell’Ottocento, anche se le strade continuarono ad essere usate come discariche. La “questione rifiuti” si aggravò con la rivoluzione industriale ed il conseguente sviluppo urbano ed economico. Solo la paura delle malattie fece in modo che la rimozione dei rifiuti diventasse una vera e propria attività pubblica. E’ stata Londra, nel 1848, a istituire il primo servizio pubblico di raccolta dei rifiuti. Dove venivano smaltiti? In mare, nei fiumi, trasportandoli in altri territori.

Da allora la produzione dei rifiuti è cresciuta di pari passo con lo sviluppo economico, favorita anche dall’uso degli imballaggi (che oggi costituiscono circa il 40% di tutti i rifiuti urbani), dalla filosofia “usa e getta” e dalla comparsa di sempre nuove abitudini (si pensi agli odierni computer o ai telefonini, che vengono gettati via, per l’80% dei casi ancora funzionanti, in media ogni 18 mesi di utilizzo). Dal 1990 al 2005 la quantità di rifiuti urbani prodotti nella UE è aumentata del 25%, e le stime prevedono aumenti anche nel futuro.

In Italia la produzione annuale di rifiuti è intorno a 32 milioni di tonnellate, con un tasso di crescita annuo di circa il 2.5%. Nel 2007 la produzione pro-capite annua è stata di circa 630 kg al Centro, 539 kg al Nord e 508 kg al Sud. La raccolta dei rifiuti, per legge, va fatta in modo differenziato, così da permettere il successivo riciclo delle diverse frazioni. I materiali raccolti in modo differenziato sono: i metalli (costituiscono circa il 5% dei rifiuti urbani), il vetro (circa il 7%), la carta ed i cartoni (circa il 27%), la plastica e la gomma (circa il 14%), l’organico umido (circa il 30%). I livelli più elevati di raccolta differenziata sono registrati in Trentino Alto-Adige (53.4%), in Veneto (51.4%), in Piemonte (44.8%), e in Lombardia (44.5%). Secondo il “sistema integrato di gestione dei rifiuti”, promosso dall’Unione Europea, il rifiuto rimanente della raccolta differenziata e del riciclo dovrebbe essere smaltito in inceneritore (con valorizzazione dell’energia prodotta) e solo il residuo finale in discarica.

La storia dei rifiuti, qui appena accennata, è lunga e complessa, e si è ulteriormente intricata negli ultimi anni. Qualcosa è stato già detto parlando del principio di prossimità; di altre problematiche parleremo sicuramente ancora in questo blog.

(elaborato da Che aria tira in città?, temi editrice, 2006)

25 ottobre 2009 - Pubblicato da | rifiuti | ,

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.